Insediamento

ts1378v5-cTra curve e aria di fieno, con incursione repentina di un’ape nell’abitacolo dell’automobile, son giunto al paesino delle chiese, non dopo aver circumnavigato per tre volte, insieme ai colleghi esterni, il centro storico alla ricerca della scuola d’esami. E non ci è stato d’aiuto neppure il navigatore, che ha allungato il percorso. Insomma trenta minuti di ritardo, che han fatto sigillare uno dei verbali alle 15.00. Voglio morire. Già. Il president, copia/incolla di papa Francesco nelle sembianze, è un omaccione tanto pingue quanto meticoloso e pignolo nel tenere a posto le carte, pacifico e “democratico”, almeno nel senso che dà la parola e ascolta tutti. Anche gli interni sembrano docenti equilibrati e recitano bene la loro parte di paladini degli interessi dei candidati, e mi pare giusto. Uno degli interni è mio compaesano. Coincidenze. Gli esterni li conosco già, ci siamo dati appuntamento al bivio della fontana e abbiamo proseguito insieme; uno ha insegnato nella mia scuola, l’altro è stato commissario in un anno in cui io ero interno. Questi mi ha accolto festosamente, ricordando la severa equità verso i miei stessi alunni, i quali in quella sessione hanno avuto quanto meritavano, avendo impedito io che si largheggiasse indiscriminatamente con voti tumefatti e bonus vari. Mi ha rivelato che, sebbene insegniamo in due scuole differenti, mi tiene d’occhio, perché desidera che i suoi figli siano miei allievi. Quindi mi ha chiesto quando avrò la prossima prima al fine di tenere il conto. Fantasie non programmabili, si capisce. Però un tantino mi sono inorgoglito. Dal canto mio, durante i lavori ho parlato pochissimo, non ho commentato i programmi svolti dai colleghi, né sono entrato nel merito di griglie e criteri dei CC.d.CC. Ho letto e preso atto in accordo con tutti i membri. Ma, mentre si redigeva uno dei verbali, l’orecchio ha sussultato al suono di un errore semantico nell’uso di un verbo, perciò ho preso la parola e proposto la correzione al president. Che, oltre ad essere pingue, è anche un po’ asciutto in italiano. Per il resto poche parole, astensione da giudizi e commenti, certo più che mai che la nostra principale rovina proviene dalla bocca.

8 pensieri su “Insediamento

  1. Il mio presidente ha esordito con un discorso fumoso che riassumerei con un “per evitare ricorsi state bene attenti ai voti che mettete”. Ma è presto per giudicare, si vedrà al dunque. I commissari esterni, invece, sembrano tutti di buon senso. Speriamo che l’unione faccia la forza 🙂 E buon lavoro, ovviamente!

    Mi piace

  2. @Povna, sono d’accordo. In ogni caso il mio motto d’ora in poi sarà “Estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae”.

    @Ellegio, il mio non palesemente, ma lo ha fatto intendere. Buon lavoro!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...