La cena di giovedì è andata bene, mi sono rimpinzato di specialità per lo più palermitane, che non gustavo da qualche anno, ma che patimento il giorno dopo! Mi sono alzato con un cerchio alla testa, astenico e con un terribile senso di nausea. Tutte buone e genuine le pietanze, ma ho mescolato di tutto, dal cuscus con verdure alla schiacciata(una piccola pizza con acciughe, formaggio pecorino e cipolla), dalle panelle alle vastedde(delle focacce con ricotta, olio e formaggio), ma il colpo di grazia me l’ha dato una fetta di anguria, un frutto succulento e fresco, ma letale se associato a un pasto pesante. La giornata successiva alla cena, perciò, l’ho trascorsa tra letto, poltrona e wc, borborigmi e ruttini, tra sonnolenza e irritabilità; mi sono ripreso un po’ ricorrendo a una tisana fatta in casa: acqua calda con scorza di limone, foglia di alloro e un pizzico di bicarbonato. Ma stamani ho provveduto con un disintossicante granulare. Adesso va meglio.

La più saggia è stata Marianeve, che ha rinunciato all’anguria; lei, che è cagionevole di salute, se l’è passata liscia, io, che ho uno stomaco di ferro, sono stato vittima di uno sconcerto, che m’ha tolto ogni forza.