Le supplenti 2: Ghiacciaio d’oro

Giovanna Boccolini, che supplì la maestra Francesca per una settimana, portò una ventata di freschezza tra le pareti scolastiche, un vento che presto fece gelare i bollori di noi bimbi di terza. Un’avvenente ragazza di circa venticinque anni, bella quanto algida, i cui boccoli dorati ricoprivano, per il ciuffo cascante sul volto, uno dei due occhi, ma non al punto da nascondere lo sguardo torvo con cui pietrificava ogni nostro tentativo di fuga dalle responsabilità scolastiche. Varcata la soglia dell’aula, mentre infuriava la baraonda tipica dell’ingresso, la Boccolini, tenendo stretta al petto la guida didattica “Insegno in terza”, sostava muta e sprezzante in uno spazio, insieme fisico e simbolico, tra la soglia appunto e la cattedra allo scopo di zittire con il suo silenzio il frastuono delle nostre voci e avvertirci che, da quel momento, bisognava cucirsi le bocche. Come avremmo potuto cucirci le bocche? Mi chiedevo spesso come avrebbe fatto. O le avremmo cucite noi stessi? Immaginavo che la Boccolini tirasse fuori dalla sua borsa tanti aghi e un rocchetto di filo da distribuire a ciascuno di noi, novelli sarti di una sutura che tanto ricordava quella di un chirurgo. Da allora ho cominciato a detestare l’espressione “cucirsi la bocca” e il sentirla pronunciare da un qualche insegnante era per me il segnale che quell’insegnante non era buono. Non è un caso che nella mia futura carriera di insegnante non l’avrei mai usata con i miei alunni.
Eppure non odiai la Boccolini, anzi per lei nutrivo un timore reverenziale, che presto mutò in interesse, quando per una settimana ci intrattenne su argomenti riguardanti la stagione invernale. A differenza di altre maestre, che ci avevano riempito la testa di pupazzi di neve, alberi spogli e animali in letargo, la Boccolini diede un taglio geografico-scientifico all’inverno, trattando nello specifico il ciclo dell’acqua e poi i ghiacciai. Dopo una sua lettura di un brano descrittivo sul ghiacciaio, ci tempestò di domande per destare il nostro interesse e raccogliere quello che sapevamo sull’argomento. Seguì l’immancabile dettato, un testo di Stoppani, riccamente letterario, e chiaramente il disegno. Nei giorni successivi tutte le sue lezioni ruotarono sulla geografia fisica e forse fu da quel momento che mi appassionai a questa materia. Quel giorno riprodussi adeguatamente con la matita il disegno che la Boccolini con maestria rappresentò sulla lavagna e mi buscai un bravo.

La Boccolini attualmente è in pensione e porta ancora i capelli come ai tempi delle elementari, ma adesso quei boccoli sono tinti.

12 pensieri su “Le supplenti 2: Ghiacciaio d’oro

  1. Già che qua fa freddo… mi stanno venendo i brividi con tutto questo ghiaccio! 😉 In realtà trovo una bellissima idea questa serie di post dedicati alle supplenti! Che poi, da un lato i supplenti sono queste figure aleatorie e con le quali spesso ci si comporta male, però d’altronde restano conficcate nei ricordi, perché anch’io non ho dimenticato nessuno dei/delle supplenti avuti, dalle elementari in su.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...