Gatti “fiorai”

 

Guardia

Si va dritti ad acquistare dei fiori e ci si ritrova davanti questo splendido felino che, nonostante il passaggio dei clienti, resta immobile e fissa i visitatori imperturbabile. Non è l’unico ad animare il piccolo magazzino, dove il fioraio tiene al fresco i fiori. Insieme a lui almeno altri tre gatti entrano ed escono dal bugigattolo, dove trovano cibo e una scodella per l’acqua. Il fioraio, il cui esercizio commerciale dista pochi metri dal deposito, lascia accostata l’imposta proprio per consentire ai gatti con un balzo energico il passaggio verso l’interno e viceversa, mentre lui se ne va candidamente a staccare lo scontrino per il cliente.

Pellegrini ficcanaso

Con la complicità di un’aria settembrina punzecchiante di Borea, che in questi giorni ha reso terso il cielo e spazzato via l’odioso caldo estivo mefitico, ho percorso quasi mezza costa siciliana occidentale per far visita alle mie amiche monache, dislocate nei vari centri religiosi. Immancabile la compagnia di MariaNeve che s’è fatta immortalare ovunque, sui belvedere, le pale d’altare, abbracciata in stato di delirio mistico alle monache, nei chiostri e ai piedi delle statue dei santi. L’ho assecondata più del dovuto, perché grazie alla sua sfacciataggine ho potuto visitare gli angoli più nascosti delle case religiose e delle chiese. Qualche vecchia monaca, infastidita dalla nostra presenza, s’è dileguata non prima di averci lanciato un’occhiata di disapprovazione, ma nel complesso ho trascorso un pomeriggio gradevole. Ecco qualche squarcio!  

Sul far della sera dal belvedere di Carini(PA)

Ormai è sera

Il castello della Baronessa di Carini

Adiacente al Castello, la Chiesa del Purgatorio(prima metà del XVII sec.). Sull’altare maggiore è stato posto San Francesco, la cui festa cade il 4 ottobre, ma dietro la tela dovrebbe esserci un quadro raffigurante le anime del Purgatorio.

Un raro esempio di Madonna umana, che allatta il bambino. La mammella è in evidenza, contrariamente all’iconografia imperante, che oggi ha azzerato la femminilità di Maria.

Il profeta Daniele nella fossa dei leoni

La statua di Giovanni Battista con l’Agnus Dei

Marianeve ad Omopolis

Ieri sera la mia amica Marianeve mi ha chiesto di accompagnarla in piazza per assistere alla rappresentazione di una commedia in dialetto palermitano; al contrario di altre occasioni non ho opposto alcuna resistenza, sicuramente perchè il caldo africano di questi giorni mi spinge, nonostante la stanchezza della settimana d’inizio scuola, a fuggire dalle pareti domestiche per aggiungere stanchezza ad altra stanchezza e giungere a letto del tutto sfinito per prolungare il sonno mattutino almeno oltre le 7.30. Cosí è stato. Un sonno ristoratore di 8 ore, che mi fa gustare pienamente i due giorni liberi consecutivi.
Bene, che dire della commedia? Struttura, sceneggiatura, costumi, lingua e quant’altro rigorosamente di stampo siculo, ma attuale per i due argomenti(outing di un giovane gay ai propri familiari e corruzione politica)che l’autore ha intrecciato in vista della riflessione da consegnare al pubblico: cos’è l’immoralità? Il giovane che confessa ai propri genitori, e quindi a tutta la comunità, che gli piacciono i maschi o i politici che ingannano l’elettorato con falsi proclami di benessere sociale ed economico e poi, ottenuto il potere, sconfessano quanto propagandato in campagna elettorale? L’intreccio, però, non è stato felicissimo, e non perché non si possano trovare connessioni, ma perché l’autore ha privilegiato nei due atti prima la “tragedia” familiare seguita alla rivelazione, poi il marciume politico incarnato da tre loschi personaggi. Si è così creato un gap tra le due parti sanato in zona cesarini dall’irruzione degli attori tra il pubblico, che s’è immedesimato nella parte del popolo gabbato ed è diventato parte attiva della scena finale. Insomma si sarebbe potuto fare di più e meglio, però è già un successo avere proposto a un pubblico fondamentalmente analfabeta sotto il profilo dei diritti umani e sociali un tema forte quale l’omosessualità. Una traccia di riflessione, penso, sarà stata registrata, un piccolo seme, che darà i suoi frutti. 

Marianeve, al termine dello spettacolo, era raggiante e, pettegola nel DNA, ora con gomitate, ora con occhiate, mentre lasciavamo le gradinate, ha diffusamente alluso e additato…non pronunciando mai la parola chiave della serata comica. La sottoporrò a un recupero di ore di educazione civica, come minimo. 🙂

Angeli e artifici

Dopo non so quanti anni, le voci dicono 40, è stata riesumata, nel centro in cui vivo, una tradizione in occasione dei festeggiamenti del santo patrono, ossia la “volata” degli angeli sulla statua del Cristo, poco prima del suo ingresso in chiesa. Due bambini, vestiti da angeli, vengono fatti scorrere su due funi da due opposti balconi, fino a raggiungere gli assi della croce, mentre recitano preghiere e lanciano petali di fiori.

In piazza, davanti alla chiesa settecentesca, i giochi pirotecnici.

L’estate è terminata.

Le nuove del vecchio

ts1127-4Mi sarebbe piaciuto scrivere un post su quest’inizio di anno scolastico, ma, eccettuate le routinarie classiche incombenze di settembre, condite da attestazioni, pubbliche e private, più o meno autentiche, di alcuni colleghi, e il combattimento, con tanto di acclamazione unanime, sul fronte della continuità didattica contro il tentativo semplificatorio di creare delle cattedre standardizzate per materia e fascia(biennio vs triennio), non ho molto da dire sulla scuola, né mi va di rimestare la solita brodaglia. Almeno per ora. Lo scopo del post è un altro: scrivo da un tablet, che la mia scuola ha dato a tutti i docenti in comodato d’uso,  perché si potenzi la smaterializzazione burocratica. Ben inteso: il registro elettronico non è obbligatorio, pertanto è possibile optare per il cartaceo, ma a proprie spese. La scuola non consegnerà a nessuno il registro personale, dal momento che supporto e rete sono già operativi. Non so se sul piano sindacale ci siano gli estremi per un avviare un contenzioso con la dirigenza, può darsi che qualcuno solleverà la questione. Dal canto mio farò uso del registro elettronico, ma mi passerò lo sfizio di acquistare un registro di carta per mia sicurezza personale e professionale. L’anno scorso ho affiancato al registro elettronico un’agenda, ma si genera qualche pasticcio, quindi meglio un supporto di carta già rodato da anni di manualità visiva. Ad essere sinceri sinceri e per onestà, devo ammettere che il problema non è il supporto elettronico, ma il programma operativo, che la scuola ci impone di usare. Programma, che non contempla la possibilità di avere in modo immediato, su un’unica schermata, il quadro dei voti della classe. Troppi passaggi per ottenere ciò. E in classe, con quello che c’è da fare, non posso certo togliere tempo agli studenti. Questione di esercizio e dismetterò del tutto il cartaceo. Non è determinante l’uso dell’uno o dell’altro. La scuola soffre di ben altre patologie.

Dimenticavo. Lo Stato non ha sborsato un euro per l’acquisto dei tablet. Il merito, per usare una parola attualmente sulla bocca di tutti i pseudo-esperti di scuola, è dell’Unione Europea e dei suoi fondi. Così, per chiarire. Non vorrei che qualche illuso lo ascrivesse al merito di Renzusconi.