Cornette

Ho incrociato Sendreacristina per caso tra la community di WordPress e, assecondando la mia istintiva curiositas, ho esplorato qualche pagina del suo blog, così ho scoperto che si tratta di una giovane pittrice, le cui opere incontrano il mio gusto estetico. Fra le altre, ha destato il mio interesse questa, che riporto qui:

Il luogo, in cui sostano le religiose, rimanda al topos dell’hortus conclusus, uno spazio chiuso agli occhi del mondo, che le protegge dai rumori mondani, mentre meditabonde si dedicano al cucito e al ricamo. Pur chiuso, il giardino, per l’indefinitezza dei contorni dello spazio-confine(in alto a destra), dà all’osservatore l’impressione, tutta coagulata nei suoi occhi, che quello spazio non abbia limiti e confini, infatti l’artista, attraverso il gioco dei colori caldi e freddi, ha sapientemente reso una miscellanea tra gli elementi vegetali, i rami e le foglie degli alberi, e lo sfondo(in giallo), che fa immaginare un’estensione del giardino oltre ciò che è visibile. A sinistra, invece, lo spazio è delimitato dalla presenza di un tronco d’albero e della sua chioma, che dispensa ombra e frescura alle religiose. Al centro della scena spiccano le cornette angelicate delle donne, che per la loro forma, ma non per il colore(un bianco candido ombreggiato dalla scala del grigio), richiamano quelle indefinite dello spazio-sfondo(a destra), al che non è peregrino immaginare che si generi un’osmosi tra forme vegetali e contorni delle figure. Il bianco delle cornette e il nero dell’abito religioso, pur talvolta attraversato dal grigio delle pieghe, fa focalizzare l’attenzione dell’osservatore sull’incarnato dei volti delle donne, ma non sulla loro espressione. Le religiose sono intente all’opre femminili, ma chi sono? I loro volti non hanno volto. Quali sono i loro pensieri? Su cosa meditano? Sulla difficoltà del lavoro artigianale, che richiede sforzo e concentrazione? Sui loro inconfessati pensieri segreti? È un dato oggettivo, invece, che le religiose non comunichino tra loro, infatti ciascuna è assorta nel silenzio del proprio lavoro, perciò a chi osserva non può balenare nella mente che un pensiero, anche fugace, di solitudine. Una solitudine pensosa, che si perde in uno spazio chiuso-aperto. Dell’anima e della terra.    

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 76sanfermo
    Set 05, 2014 @ 13:40:56

    Che bello il tuo commento sul quadro , fa pensare e riflettere.

    Dal punto di vista tecnico, io vedo ciò che amo di più in pittura , ossia una evidente , previa , accurata analisi del tema , poi trasformata in purissima sintesi , dove poche pennellate ci dicono tutta la storia su cui si basa il dipinto…
    Grazie per averci proposto questa immagine.

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  2. melchisedec
    Set 05, 2014 @ 23:14:32

    Grazie a te, 76SF, è un’opera che “narra”, pur nella staticità del soggetto.

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  3. pensierini
    Set 06, 2014 @ 19:42:10

    Le ‘ombre azzurre’ ricordano gli Illuministi … 🙂

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  4. Ornella Antoniutti
    Set 06, 2014 @ 22:22:37

    Ottima questa “lettura” del quadro, completa di riflessioni storico narrative. Anche a me piace la galleria dei dipinti di questa pittrice. Però devo dire che alcuni non mi sembrano originali. Devo controllare.
    Comunque grazie a te per averci proposto una nuova pagina da consultare !

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