Un rettangolo per l’eternità

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Come previsto, con un cielo primaverile attraversato da qualche folata di vento novembrino, stamani io e Marianeve ce ne siamo andati, alla buon’ora, al cimitero per la visita ai nostri parenti defunti, che poi non sono tutti nostri, se è vero che la curiosona mi ha condotto anche a vedere le tombe dei morti recenti, in modo particolare dei giovani, morti per disgrazia o per malattie fulminanti. A tutti i costi ha voluto mostrarmi il “posto” della sepoltura, come se io dovessi riandarci una seconda volta, le foto e quanti fiori e ceri avessero donato i parenti, come se da essi si potesse misurare l’affetto e, in alcuni casi, la loro ipocrisia di facciata. Marianeve ha acquistato pochi fiori e distribuito un garofano per tomba visitata, io mi sono limitato alla presenza; ad un certo punto, mentre sostavo presso la tomba dei miei nonni, Marianeve si è dileguata, senza avvertirmi. In verità si era spostata a poche tombe da me, attratta da un interstizio del cimitero privo di costruzione. Un rettangolo stretto e lungo, ma perfettamente edificabile. Entusiasta per la scoperta, era intenta a disegnare su un foglio uno schizzo per così dire topografico dello spazio scoperto: una tomba a destra con il nome dell’intestatario, il rettangolo al centro, dove la sua fervida immaginazione aveva già fatto costruire un edificio per l’eternità, e chiaramente un’altra tomba a sinistra con l’immancabile nome dell’intestatario.

Pochi minuti dopo mi comunicava antefatto e proposito.

Qualche settimana prima della visita, il responsabile comunale del cimitero, adducendo come motivazione proprio la mancanza di spazi per uso “privato”, aveva mandato in frantumi il sogno di Marianeve di costruirsi un posto fisso per l’eternità, facendola rassegnare al destino di una tomba temporanea, offerta per circa 20 anni dalla confraternita religiosa, e successivamente di un posticino nell’ossario dei confratelli. Nei piccoli centri della Sicilia è, infatti, possibile assicurarsi un posto al cimitero per un po’ di anni, pagando una tassa annuale(a siggenza)e partecipando alla processione religiosa del Santo, alla cui confraternita ci si è associati. Dopo circa 20 anni, i resti del corpo finiscono nell’ossario comune della confraternita.

Il proposito, invece, stava lì, proprio sotto i miei occhi: il disegno.

Domattina Marianeve, alla stessa buon’ora, con il disegno sotto braccio si recherà al comune per chiedere conto e ragione di quel rettangolo senza tomba.

9 thoughts on “Un rettangolo per l’eternità

  1. Storia affascinante, com’è affascinante il personaggio di Marianeve come prende forma gradatamente dai tuoi racconti. E io, che letteralmente non so dove sono sepolti anche i miei morti più cari, che non ho mai visitato una tomba che non fosse di interesse artistico e storico e per il mio eterno futuro, potendo, opterei per il compost prima ancora che per la fossa comune, spero proprio che c’è la faccia.
    Tienici informati!

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  2. Ma che energia, Marianeve, e che lungimiranza! Mi ricorda un po’ la mia mamma che, molto prima di ammalarsi e di morire, aveva già acquistato un fornetto con vista sulla vallata, per non annoiarsi mai, diceva 🙂 .

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  3. @Murasaki, Marianeve esagera, ma in fondo è giusto che ci si occupi anche dell’altra casa, qualunque sia la sua “forma”.

    @Linda, le persone sagge trovano sempre l’occasione per ironizzare costruttivamente.

    @Lanoisette, buona idea.

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  4. Immagino Marianeve in comune che chiede ragione del *suo* rettangolo 🙂
    Ci sono persone che affrontano la questione della sistemazione eterna con molta serenità – mi ricordo che quando i miei suoceri comprarono le loro tombe mi fece un po’ impressione, invece forse è solo il segno di un rapporto meno angoscioso, non solo con la morte ma anche con la vita.

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  5. Anche le mie nonne si erano organizzate per tempo. La mia nonna materna ha deciso di farsi cremare. E’ stata finora la prima nella mia famiglia e ricordo che all’inizio passò per una rivoluzionaria; infatti dovette discutere perché agli altri parenti stretti questa scelta sembrava un po’ eterodossa rispetto alla consuetudine familiare e lei era preoccupata che il suo volere non venisse rispettato. E io, che assistevo in silenzio alla discussione, ero colpita dalla motivazione principale addotta da mia nonna: voleva essere cremata per “occupare poco spazio” e darci meno pensieri… non per fare la ribelle. La sua volontà è stata ovviamente rispettata e così grazie a lei la mia famiglia ha vissuto una nuova esperienza, all’inizio con tanta ansia, poi invece con tranquillità. A me piace andare al cimitero e aggirarmi tra le tombe, sia dei miei cari sia degli sconosciuti… ma da sola. Marianeve mi è simpatica ma un comportamento come il suo nel cimitero mi darebbe molto fastidio!

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  6. oh che tipa è Marianeve! mi ricorda certi clienti di un mio zio che fa l’avvocato… si erano comprati un terreno per la loro tomba, lo tenevano tutto bello e pieno di fiori… e la domenica andavano a curarli !!! una specie di giardinetto privato tra una tomba e l’altra, in attesa di ospitare una tomba vera! poi qualcuno scavò un’altra tomba lì attorno, e rovesciarono tutta la terra e i sassi e i detriti sopra il loro giardinetto, così si rivolsero furibondi all’avvocato!!!
    io non sono contraria a pensare alla propria tomba (anche se per me scelgo la cremazione) ma sono molto insistente con tutti quelli che conosco, perchè la gente si faccia un TESTAMENTO: magari olografo, semplicissimo, perchè non accada quella brutta cosa che è successa al compagno di Lucio Dalla (tanto per fare un esempio!)

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  7. @Ellegio, in effetti Marianeve, pur esagerando nelle manifestazioni esteriori, è una persona serena, talvolta al limite della “leggerezza”.

    @Come dicevo sopra, Ilaria, Marianeve è iperbolica. Ci sono momenti in cui vorrei sparire, quando diventa teatrale.
    Grande nonna la tua! Anzi, saggia.

    @Albaplena, guarda che Marianeve ha la “penna” facile, come la denuncia.
    Villani i vicini di “casa” dei tuoi zii, o forse gli operai che hanno lavorato.

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