Già

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Puntuale, scontato e laconico il messaggio di una collega.

Hanno occupato.

E così, grosso c…, ancora una volta mi sono perso la scena degli occupandi. C’è che il mercoledì il mio ingresso a scuola avviene dopo le undici, quando i giochi sono fatti. La dinamica la posso comunque immaginare. I rappresentanti d’istituto mettono ai voti le proposte relative alla forma di protesta da adottare, anzi, per essere corretti, distribuiscono ai concionandi, di solito i ragazzi delle prime, delle seconde e delle terze, dei bigliettini, attraverso cui possa essere possibile fare la conta in modo inequivocabile, ma già è tutto deciso. Qualche giorno fa alcuni miei alunni* mi avevano rinfrescato le orecchie, come si suol dire, perciò l’Assemblea di oggi avrebbe dovuto limitarsi a confermare. E ad occupare. La capa, nel pomeriggio, ha fatto diramare il tipico ipocrita comunicato, che i locali sono in stato d’assedio e che noi, i docenti, saremo domattina puntuali in servizio, onde verificare che ci siano le condizioni per poter fare lezione. Perciò mi sto attrezzando per costruire una tenda davanti al portone della scuola, nel caso in cui dovesse piovere e avessi già verificato di potere insegnare, e nella probabilissima eventualità che domattina dovessi, come la colletta in chiesa, racimolare un manipolo di alunni disperati, ché e stato negato loro il diritto allo studio, chiederei alle chiese viciniori di imprestarmi i banchi, dove siedono i fedeli, per farli accomodare. Magari ci sarà pure posto per le mamme accompagnatrici, che sicuramente prorompono già in lamenti greci e forsennate si stracciano le vesti.

*A loro le ho rinfrescate a modo mio le orecchie. Tot ore di ore di lezione perdute, tot testi da eliminare dalla programmazione. 

A me le corse mi affannano.

15 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Ornella Antoniutti
    Nov 19, 2014 @ 22:10:11

    Vorrei commentare, ma forse quello che penso, se scritto, potrebbe essere usato contro di me…. mi appello al quarto emendamento di una costituzione che non è la mia , purtroppo.

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  2. ildiariodimurasaki
    Nov 19, 2014 @ 22:20:56

    Madri tragiche? Alunni disperati?
    So pochissimo delle occupazioni, ai miei tempi c’era solo lo sciopero e io lavoro alle medie. Ma mi sembra che qua da noi occupino e basta. O forse frequento solo quelli che occupano e ho una visione parziale dell’insieme.
    Dovrei informarmi.

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  3. melchisedec
    Nov 19, 2014 @ 23:11:12

    @Ornella, sei libera di commentare come meglio credi, mi pare di non avere mai redarguito alcuno.

    @Murasaki, ci sono anche le madri, e i padri, ad implorare la Capa perché chiami le forze dell’ordine; in un liceo è già accaduto. È sulla cronaca regionale.

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  4. Ornella Antoniutti
    Nov 20, 2014 @ 06:55:28

    Caro Melchisedec, non mi riferivo certamente a te, che conosco persona aperta e cortese! Semplicemente mi rammarico di ritrovarmi, di fronte a eventi come questi, a coltivare opinioni retrograde e tradizionaliste estreme. Sarà che non ho mai partecipato a occupazioni da studentessa, e ho insegnato a fanciulli ancora troppo immaturi per concepire simili forme di protesta. In ultima analisi concordo con te: tutto tempo perso, ecco!

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  5. melchisedec
    Nov 20, 2014 @ 10:26:00

    E siamo in due, Ornella. 🙂

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  6. roceresale
    Nov 20, 2014 @ 14:44:42

    Diciassette anni di liceo nella mia provincia. Esperienza mai fatta.

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  7. melchisedec
    Nov 20, 2014 @ 17:02:08

    Davvero, Roce? Per me la quarta o quinta volta.

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  8. 'povna
    Nov 21, 2014 @ 20:33:52

    Vediamo che succede da noi. Anche se chiunque protesti contro la [buona] scuola di Renzi solleva, in questo momento, il mio plauso incondizionato.

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  9. melchisedec
    Nov 22, 2014 @ 06:56:36

    A rigore, Povna, dovremmo occupare anche noi. Ho dato una lettura alle rivendicazioni dei miei studenti, ma non tutte riguardano “la buona scuola”.
    Sono curioso di sapere come si orientino altre città.

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  10. pensierini
    Nov 22, 2014 @ 17:16:44

    Da noi tutto tace, qualche scioperino e basta. Staremo a vedere.

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  11. melchisedec
    Nov 22, 2014 @ 19:24:12

    Palermo sembra la città più “monella”, Pensierini.

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  12. gipsy2011
    Nov 24, 2014 @ 04:48:00

    Come siete battaglieri, lì in Sicilia!… Da me tutto tranquillo, solo un istituto tecnico ha tentato un’occupazione, la settimana scorsa, ma non è stato emulato dalle altre scuole.
    Sull’argomento esprimo un’opinione che ho già espresso altre volte. L’occupazione è un segnale “forte” al quale devono corrispondere un’ideologia, un credo è una motivazione “forti”. Così non è. Ogni anno si assiste, infastiditi e un po’ annoiati, ad un rituale che è diventata una “moda”, un pretesto ormai istituzionalizzato per perdere un po’ di giorni di scuola e fare un po’ di casino, talmente scontato che ormai molti insegnanti (anch’io tra quelli) hanno imparato a mettere in conto, in sede di programmazione, almeno tre-quattro lezioni per classe, perse nel mese di novembre.

    Cosa avrebbero poi da occupare, i nostri studenti, ammesso di prendere sul serio la loro proposta? Dal momento che, ogni governo che si succede, riempie sempre più di oneri (non retribuiti) noi docenti ( penso, ad esempio,ai DSA e ai BES e alle ore perse per costruire programmazioni e verifiche “su misura”), e di richieste sempre minori loro, i poveri studenti, che per bocciarne uno (quello che si è permesso di non aver mai fatto una mazza fin dal primo giorno) si deve litigare per ore con il dirigente in sede di scrutinio, per poi non riuscire quasi mai ad averla vinta.
    NOI dovremmo occupare, altro che loro.

    Per che cosa occupano, per l’ormai proverbiale mancanza di carta igienica nei bagni? Per le strutture fatiscenti e l’indubbia mancanza di attrezzature, e i soldi che il governo non trova, o non vuole trovare? Gliene importa davvero qualcosa, agli allegri occupanti, di queste cose?…

    Forse si dovrebbe ricordare(o insegnare) a questi pischelli come e perché l’occupazione delle scuole è nata, in anni in cui portare i capelli di poco sotto l’orecchio, o la gonna di poco sopra il ginocchio, equivaleva a venire cacciati senza appello dall’aula, quando non addirittura dalla scuola. Quando, per liberarsi di una mentalità veramente, autenticamente repressiva, che contrapponeva due generazioni, gli studenti sfidavano sia’ la bocciatura che la galera.

    Oggi che non si possono ne’ bocciare ne’ arrestare, si permettono ogni anno questo autunnale carosello ludico, e non si rendono conto di quanto siano patetici.

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  13. melchisedec
    Nov 24, 2014 @ 19:52:09

    @Gipsy, bocciare no? Tra giugno e settembre ne abbiamo bocciati 9 in una classe.
    Per il resto straconcordo.

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