Il proIstituto

La protesta dura è terminata a scuola, ma ugualmente sono un aspide ammantato di programmata mansuetudine. Le delibere democratiche si accettano e, anche se si dissente, si obbedisce. 

Qualche giorno fa, dopo una pacifica contrattazione tra la Capa e i facinorosi, che poi sono i migliori ragazzi del mio liceo, s’è riunito in seduta straordinaria e frettolosamente lo scollegio dei docenti, che quasi supinamente ha votato a maggioranza le proposte studentesche, ossia, in soldoni, una settimana di co-gestione, che dilania le sei ore mattutine tra recuperi e consolidamenti vari, proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali, tavole rotonde e quadrate, concerti e sconcerti, murales e tinteggiatura delle pareti. Sono severamente vietate spiegazioni e verifiche, a meno che non lo richiedano gli studenti.

Così da due giorni mi prostituisco. Entro in classe, chiedo ai ragazzi quali siano le loro proposte, se intendano fare lezione o seguire il programma stabilito dai rivoltosi. Finora soltanto una delle classi mi ha chiesto di fare lezione, ma non è un caso che si tratti di geo-storia. Non sia mai latino o similia!

Nel complesso si respira un clima pacifico e sereno; non ho notato oasi di bivacco tra i corridoi e i bagni, né mandrie fortunate allotta in transumanza. I ragazzi, pur con pochi mezzi, eccellono nella capacità organizzativa e arrangiativa. I colleghi confermano quanto facciano davvero schifo dalla radice, se è vero che, dopo la delibera collegiale, per la quale hanno votato a favore, hanno esperito ogni escamotage per non essere presenti a scuola, infatti fioriscono le 104, 105 e 106, i permessi, le malattie, le visite specialistiche e gli aggiornamenti.

Anche questi giorni si dissolveranno, come fumo. Dal canto mio, continuo a fare il mio dovere, ma nessuno(colleghi e alunni)osa rivolgermi domande, che esulino dal contratto siglato. Sennò li mordo.

In questi giorni non penso, non ipotizzo, non programmo, non parlo, non rifletto, non opinionizzo.

Semplicemente mi prostituisco. E le prostitute assecondano il cliente, quando la danno. 

Tacciono.

12 thoughts on “Il proIstituto

  1. @Ammetto che lo è, Anonimo SQ. L’esagerazione scaturisce dalla mia stizza:nel corso del collegio, brevissimo a causa di un altro impegno incombente, la scelta è stata coartata ad hoc, quindi è stato impossibile manifestare visibilmente il dissenso.

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  2. Non ne avevo sentito parlare, onestamente, e sono alquanto sbigottito.. come se colui che si affianca avesse potere di decisione tecnica o commerciale, fossero solo giorni persi, uno si rassegna e confida nel recupero … ma nel libero arbitrio come a me si presenta il caso, oltre a non essere costruttivi (per nessuno) sono giorni anche pericolosi …
    (spesso rifletto tra me: non solo parecchi arrivano allo sbarrando senza le capacità di lavorare, ma anche senza alcuna voglia da apprendere) – a parte 22 rappresentanti avventurieri, dove ho partita persa da anni, sono tutor aziendale di tre bravi ragazzi, almeno loro mi stanno a sentire… non è uguale caro prof… il panorama comune che si prospetta invece sì…)
    Raymond

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