Occhi narranti

Pochi giorni prima dell’inizio delle vacanze un rappresentante editoriale mi ha fatto recapitare a scuola non solo la tipica agenda, che, premetto, non userò mai, perché per gli angusti spazi di scrittura non è adatta all’uso che ne faccio solitamente, ossia una sorta di secondo registro personale, ma anche un libro per certi versi insolito, L’apocalisse è un lieto fine di Ermanno Olmi. Premetto pure che soltanto nel caso di un consiglio di lettura proveniente da fonte autorevole lo avrei acquistato mea sponte. In nessun altro caso. Così in un pomeriggio l’ho fatto fuori, vuoi anche per la piacevolezza della narrazione del regista-documentarista; si tratta della tipica ricostruzione autobiografica attraverso una sequenza di fotogrammi, relativi anche ad eventi minimi, della vita di Olmi, classe 1931. L’autobiografia romanzata sfiora eventi capitali della storia del nostro paese, dall’affermazione del Fascismo al Secondo Conflitto Mondiale, dal boom economico della fine degli anni ’50 alle mutazioni antropologiche dettate dal capitalismo selvaggio; è chiaro che Olmi non intende atteggiarsi a storico, né tanto meno a fustigatore degli attuali costumi italiani attraverso l’ottica del laudator temporis acti; è semmai testimone ironico e pensoso di quegli eventi attraverso lo scorrere nei suoi occhi narrativi di piccoli granelli di storia personale e collettiva. Più che dare risposte o pronunziare sentenze di condanna, Olmi salva, e assolve, gli aspetti positivi della ormai tramontata società italiana contadina, a cui appartiene uno dei suoi rami familiari, senza mai obnubilare o screditare gli effetti in termini di beneficio innescati dalla società industriale e post-industriale. Certamente, come afferma più volte nel corso del libro, Olmi è un uomo di sentimenti, perciò le inquadrature narrative scelgono sempre un punto di vista romantico, finanche fanciullesco in alcuni casi. Storia, poesia, bellezza ed eventi privati scorrono piacevoli sotto gli occhi di chi legge e assumono il valore di una testimonianza dignitosamente non schierata, pronta a ricavare dal male il bene, dal positivo il negativo, dal brutto il bello. Una testimonianza mai verbosa e didatticheggiante, sempre pronta a concedere uno spazio di dubbio e meditazione al lettore post-moderno. Ma anche un sorriso. Olmi è un narratore pacato, ironico, bonario, un antico fanciullo “ecologico”, che ha fatto dei sentimenti il cemento della sua vita e delle sue opere.

Non temo che mi considerino un sentimentale. Io sono un uomo di sentimenti, che è diverso. Del resto, se nella vita non sono sistemati quelli, non si riesce a fare nulla”.

Informazioni su melchisedec

cultura
Questa voce è stata pubblicata in letture, libri e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Occhi narranti

  1. pensierini ha detto:

    bello, credo che lo leggerò, amo i film di Olmi.

    Mi piace

  2. 76sanfermo ha detto:

    Grazie per questa segnalazione , mi invoglia a leggere il libro .
    Mi piace pensare alla”testimonianza non schierata” e allo “spazio di dubbio e di meditazione” concesso al lettore , che tu hai rilevato…

    Mi piace

  3. melchisedec ha detto:

    @Anche a me piace Olmi regista, Pensierini.

    @Come accade anche nei suoi film, 76SF.

    Mi piace

  4. 'povna ha detto:

    Una scoperta, dunque, che non fa mai male… 😀

    Mi piace

  5. melchisedec ha detto:

    @Esssssiiiii, Povna.

    Mi piace

  6. linda ha detto:

    Credo che “un antico fanciullo ecologico” mi piacerebbe molto! 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...