Il termostato

algfx539-84Ho appreso fortuitamente la notizia delle materie selezionate dal Miur per gli esami di maturità di quest’anno; tutto come previsto. Sarò interno e accompagnerò la migliore classe in assoluto(almeno finora!), che la sorte mi abbia dato in dono. Me li sono cresciuti per cinque anni e, sebbene stupidamente veda sui loro volti la stessa espressione di cinque anni fa, tuttavia devo prendere atto che sono diventati donne e uomini. Certo si sono ridotti. In prima erano trenta. Metà non ce l’ha fatta a continuare lo stesso percorso. Otto fuggirono via dopo il secondo mese di scuola, scegliendo altre rotte, quattro nel corso degli anni, qualche non ammesso e uno mi è morto durante l’intervallo. Due tentativi di inserimento da altre scuole sono naufragati. Perciò la classe dei miei maturandi è un piccolo scrigno di gioielli motivati, studiosi, ma non secchioni(che solitamente detesto). Contrariamente ad altre annate, i migliori(tra il 9 e il 10)sono tutti elementi maschili, mentre solitamente eccellono le femmine negli studi umanistici.

Certamente il mio è anche un fallimento, se si considera che la classe si è ridotta all’osso, questo lo riconosco, ma, ahimè, non sono di quei docenti, che va a bussare a casa degli alunni per trattenerli a tutti i costi, né ha remore nello spiattellare in faccia quello che pensa davvero. Con rispetto e garbo, s’intende. Dicevo che me li sono cresciuti per cinque anni; certo a partire dal terzo anno, grazie alla presenza di un nichilista destabilizzatore, i ragazzi si sono sbracati un po’, ma hanno comunque mantenuto intatto il loro habitus di giovani studiosi, interessati, attenti, vivi, goderecci e soprattutto saggi. Saggi, perché mi hanno insegnato molto, nel senso che hanno funto da termostato della mia didattica e del mio vulcanico modo di fare e di essere. Sarà un dolore perderli e non ci voglio neanche pensare. 

Ora confido nei primini di quest’anno. Hanno un brillio negli occhi, che promette bene. Ma devo sgobbare in classe. Anche rubando gratuitamente ore ai docenti assenti.

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14 risposte a Il termostato

  1. enricogarrou ha detto:

    Bellissima questa visione del tuo lavoro . Complimenti

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  2. 'povna ha detto:

    Ho l’impressione che a giugno parecchi di noi saranno in ansia emotiva di accompagnamento, in una sorta di brillio collettivo.
    Bella classe, anche la tua.

    ps. “uno mi è morto durante l’intervallo”: ??? temo non sia immagine, vero?

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  3. melchisedec ha detto:

    @Enrico, in altri casi diversi dal mio, insegnare nella scuola italiana è un dramma. B-)

    @Povna, è un piacere interrogarli discutendo.
    Del mio alunno morto non ho mai parlato, mai trovato il modo di farlo, né la forza. Lo farò un giorno. Glielo devo.

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  4. rosenuovomondo ha detto:

    Ossignore, non oso pensare all’alunno che non c’è più.
    Bellissima la TUA classe. Si capisce dalle tue parole un affetto bello.

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  5. lanoisette ha detto:

    desiderio mai avveratosi per me, finora, quello di accompagnare una classe dall’inizio alla fine di un ciclo.

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  6. ildiariodimurasaki ha detto:

    Gli alunni saggi ne sanno, di didattica, molto ma molto più di certi strani pedagogisti che si aggirano per le nostre università. E, al contrario di loro, sanno anche insegnarla.

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  7. pensierini ha detto:

    Morto a scuola, durante l’intervallo? Mamma mia.
    A parte questa vostra terribile disgrazia, a me è capitato sovente, quando potevo, prima della riforma Gelmini, di accompagnare una classe dalla prima alla quinta: si crea allora un rapporto speciale di conoscenza e fiducia, diverso e profondo, con ciascun alunno. L’ultima volta, l’anno passato. Buona fine ciclo e buon esame, sarà senz’altro un successo per tutti.
    P.S. Che ne dici, del Presidente siciliano? Pare una persona dalla schiena diritta, e non è poco.

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  8. melchisedec ha detto:

    @Rose, un affetto reciproco, sebbene le mie intemperanze.

    @Te lo auguro, Lanoisette.

    @Non c’è dubbio, Murasaki.

    @Lo auguro ai ragazzi questo buon ciclo al tramonto.

    Sul Presidente che dire? Potrei esserne contento, ma cosa cambia in Italia? Nulla.

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  9. Ilaria ha detto:

    Vero, si crea un rapporto davvero speciale in questi casi, l’insegnante ti accoglie che sei poco più che un bambino e ti lascia adulto. Ho vissuto questa esperienza da studentessa. Be’, io per il (per quel) Presidente siciliano sono ben contenta 😉

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