Dillo in italiano

ts1428-71Ho firmato, e invito a farlo, la petizione DILLO IN ITALIANO.

Infarcire discorsi politici e comunicazioni amministrative, resoconti giornalistici o messaggi aziendali di termini inglesi che hanno adeguati corrispondenti italiani rende i testi meno chiari e trasparenti, meno comprensibili, meno efficaci. Farsi capire è un fatto di civiltà e di democrazia.

Ma non solo: la lingua italiana è amata. È la quarta studiata nel mondo. È un potente strumento di promozione nel nostro paese ed è un grande patrimonio. Sta alle radici della nostra cultura. È l’espressione del nostro stile di pensiero. Ed è bellissima.

Privilegiare l’italiano non significa escludere i contributi di parole e pensiero che altre lingue possono portare. Non significa chiudersi ma, anzi, aprirsi al mondo manifestando la propria identità. Significa, infine, favorire un autentico bilinguismo: competenza che chiede un uso appropriato e consapevole delle parole, a qualsiasi lingua appartengano.

Chiediamo che, forte del nostro sostegno, l’Accademia della Crusca inviti formalmente il Governo e le Pubbliche Amministrazioni, gli esponenti dei media, le associazioni imprenditoriali a impegnarsi per promuovere l’uso dei termini italiani in ogni occasione in cui farlo sia sensato, semplice e naturale.

Grazie

Annamaria Testa via Change.org

13 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. enricogarrou
    Feb 19, 2015 @ 23:29:29

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  2. melchisedec
    Feb 20, 2015 @ 06:19:47

    Mi auguro che tu abbia firmato, Enrico. 🙂

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  3. 'povna
    Feb 20, 2015 @ 20:20:17

    Un po’ scettica sul valore di queste petizioni, sia per motivi di socio-linguistica, sia dello strumento, devo dire. Ci penso, ma non credo che firmerò.

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  4. Ornella Antoniutti
    Feb 20, 2015 @ 21:51:33

    Può darsi sia un atto puramente simbolico. Però un certo fastidio per questo uso spropositato di termini inglesi, anche pure a casaccio, tanto per mettersi in evidenza, sento di provarlo, perciò ho firmato. E ho invitato qualche amico a seguirmi. Così, tanto per ricordare che siamo eredi di una solida tradizione.

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  5. melchisedec
    Feb 20, 2015 @ 22:04:08

    @Povna, se si fosse trattato di un rigurgito purista, non avrei firmato, essendo convinto che la lingua non sia uno strumento da tenere in vetrina in bella mostra o da usare una tantum per gli ospiti di riguardo. Mi pare che la richiesta di petizione(non è ancora una petizione)sia circoscritta all’ambito legislativo/amministrativo, in cui al burocratese sibillino da qualche decennio si è mescolato l’uso di parole straniere, che strozzano la comprensione di gran parte degli Italiani. Scorgo in questa campagna di sensibilizzazione un orizzonte democratico, come anche nello strumento costituzionale.

    @Ornella, anch’io mi chiedo da cosa dipenda questa tendenza. Moda? Snobismo? Sentimento di inferiorità? Personalmente faccio un uso limitato di parole straniere, ma questa è una mia scelta, dettata da una passione travolgente per la nostra lingua e le sue antenate.

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  6. pensierini
    Feb 21, 2015 @ 20:03:07

    Io ho firmato.

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  7. melchisedec
    Feb 22, 2015 @ 08:10:04

    Ben fatto, Pensierini! 🙂

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  8. albaplena
    Feb 22, 2015 @ 13:59:07

    oh, magnifica iniziativa!!! ricordo anni fa all’agenzia delle entrate…..un vecchietto sugli 80 anni, entrò in una stanza dov’ero io con un funzionario e spaesato chiese dove fosse non so chi. Il funzionario disse: SI RIVOLGA AL FRONT OFFICE!!! il vecchietto fece una faccia così sgomenta, che io gli ripetei traducendo in dialetto: la vada al bancon …. e ancora, un medico disse al mio ex suocero: le suggerisco un path da seguire (cioè un sentiero, una traccia, comportamenti da mettere in atto per migliorare una situazione) ed al suocero cadde la mandibola….

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  9. Ornella Antoniutti
    Feb 22, 2015 @ 17:05:27

    @albaplena: mi hai fatto sorridere in questa grigia domenica !!! Grazie!

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  10. melchisedec
    Feb 22, 2015 @ 21:07:48

    Esilarante Albaplena! 🙂

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  11. melchisedec
    Feb 24, 2015 @ 19:30:15

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    • pensierini
      Feb 26, 2015 @ 14:52:40

      Bisogna sforzarsi di usare i corrispettivi italiani delle parole inglesi, per evitare che vadano dispersi. Per esempio, parlando di presentazioni, perché usare il termine ‘slide’ e non ‘schermata’ o semplicemente ‘pagina’, se proprio ‘diapositiva’ sa di muffa?

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  12. melchisedec
    Feb 26, 2015 @ 21:38:37

    Concordo, Pensierini.

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