Non ho “palore”

ts2015v3-113Dire che sono un aspide equivale a un pallidissimo eufemismo. A pochi giorni dalla pausa pasquale fervono i preparativi finalizzati a rallentare, e in alcuni casi a bloccare, l’attività didattica antimeridiana attraverso una serie di iniziative culturali, sicuramente degne di rilievo, ma facilmente collocabili nel primo pomeriggio. E invece no. Tutto si svolge al mattino e s’interseca con il curricolare. Nonostante abbia espresso il mio sonoro NO ad accompagnare alunni in questa o in quella sala cinematografica, in questo o quel teatro e via discorrendo(non mi si parli, poi, di viaggi d’istruzione!), nonostante abbia dichiarato sul registro di classe il mio più ostinato dissenso a che i ragazzi perdano ore di lezioni con il pretesto di fantomatiche urgenze/emergenze educative, non mi ritrovo accompagnatore di una classe e, per giunta, in una fascia oraria, che non coincide con il mio orario di servizio? Così sono esploso. In primis redarguendo furiosamente gli studenti, complici insieme ai miei illustri colleghi del sistematico boicottaggio delle lezioni canoniche, in secundis il collega della disciplina di pertinenza dell’attività culturale mattutina ed esterna, collega che, tra l’altro, non era a conoscenza-dice-di tale iniziativa. Comunque sia, nel giro di un’ora il mio cognome è sparito dalla circolare; preferisco quel giorno subire due ore di supplenza in classi sconosciute che gli atti mafiosi dei colleghi. E per rimanere in tema di mafiosità, non si paventa pure attraverso vie larghissime una segnalazione per un caso disperato? Ciò che mi ripugna è che qualcuno sia stato sfiorato dal pensiero di rivolgersi proprio a me. Non credo di avere dato mai adito alla possibilità di essere “ammorbidito”da chicchessia o alcunché. Non ci posso credere.  

75′

Alla fine, sono ormai anni che viene proposto alla mia scuola, ho ceduto e, di concerto con il c.d.c, ho consentito ai primini di assistere a uno spettacolo di teatro cosiddetto “civile”, avente come tema la tossicodipendenza, di cui ho l’impressione si parli sempre meno, come se al problema fosse stata messa una pietra sopra. Un monologo di 75 minuti senza pausa, tutto d’un fiato, un condensato di diarismo biografico, informazione scientifica, metodologia storica di accertamento delle fonti(anche orali), che ha pietrificato sulle poltrone tutti gli alunni presenti, non soltanto i miei, cui basta un’occhiata fulminea perché si sedino in un nanosecondo. Manco a dirlo, l’argomento sarà ripreso in classe, probabilmente anche attraverso un compito scritto, sebbene in questa classe io non insegni italiano. A me i 75 minuti sono sembrati un’eternità, tanto che negli ultimi venti ero in preda alle smanie, come se una colonia di formiche mi stesse attraversando a torme il corpo; mi sono dato una spiegazione, arrivando alla conclusione che il pezzo, pur recitato bene, era eccessivamente didascalico. Un “docere” senza immagini “dilettevoli”, che non mi ha fatto entusiasmare più di tanto. Che poi, a mente serena, la dipendenza da sostanze nocive alla salute del corpo e dello spirito, da qualunque parte provenga, quale mordente può avere per il fruitore? Quasi nullo. Eppure i ragazzi sono stati più attenti di me. Uno a zero per loro.

“Primavera non bussa lei entra sicura”

La giornata non è stata proprio radiosa, ma quel po’ di sole che c’era ha fatto venir fuori la bella stagione. La natura ha in me il potere fatato dell’oblio.

Un’ape a caccia di nettare tra fiori di fave.

Quest’ape fa la siesta su un materasso di antere.

Margherite scompigliate dalla brezza primaverile.

Ancora pallido, ma crescerà il rosso.

L’invadente e la delicata: la fresia.

L’onnipresente acetosella.

La borragine fiorita

Fiori di mandorlo

Luci e ombre

Preparativi

Le poesie sono già pronte, in attesa di essere recitate. Le ho assegnate, per istinto e intuizione, a tre dei miei alunni ormai “grandi”, che domani pomeriggio reciteranno davanti al teatro Massimo e poi, di sera, in un altro teatro cittadino, in occasione della giornata della poesia. In verità saranno tante le vie del centro storico, che per l’intera giornata di domani risuoneranno di voci poetiche attraverso strumenti umani(alunni e professori). Non potrò partecipare direttamente, in quanto domani ho già programmato una scampagnata, ma, anche se fossi stato libero, sarei rimasto dietro le quinte. Mi duole non potere ascoltare i miei allievi, che però mi hanno promesso di registrare il tutto. Intanto, in attesa di domani, serena primavera a tutti!