Caro signore, Le scrivo

L’individuo ritratto, anni 70 circa, durante un’attesa comune in un centro riabilitativo, dove mi reco quotidianamente in qualità di accompagnatore, mi ha letteralmente picconato il cranio, digitando compulsivamente sulla tastiera virtuale del suo cellulare centinaia di input, intervallati da pochi e benedetti secondi di pausa. Nel momento di maggiore concentrazione, dacché ero immerso in una lettura non leggera, le picconate hanno sortito l’effetto di ostacolarmi la comprensione, costringendomi a rileggere almeno tre volte lo stesso paragrafo. Ora, niente di male nell’atto del signore attempatissimo, ma almeno avere l’accortezza di inserire la modalità silenziosa in un contesto pubblico, dove il fastidioso vociare dei presenti e il metallico suono degli annunci dello speaker costituiscono, già di per sé, un attentato ai padiglioni auricolari.

Caro signore di attesa, dovrebbe essere Lei a insegnarmi queste cose, non io a lei seppure tramite una foto e quattro parole sghembe. 

8 thoughts on “Caro signore, Le scrivo

  1. @FIFM, il tale mi ha infastidito così tanto che “l’ho punito” fotografandolo senza che lui se ne rendesse conto.

    @Potrebbe essere, Ray.

    @Alidada, infatti io noto che gli adulti sono agguerriti quanto i giovani. Che rivoluzione!

    Mi piace

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