Sciopero

Oggi sciopero e per una ragione molto semplice, fra tutte le altre che qui ometto di dichiarare.
Sono disposto ad essere valutato, anzi lo pretendo, ma non posso accettare che dopo 20 anni di insegnamento, due gavette(una come pre-ruolo, l’altra come ruolo)e tre concorsi vinti possa finire in un anonimo albo regionale a fare la marchetta di un qualsivoglia dirigente. Ecco perché sciopero.

20 thoughts on “Sciopero

  1. un anonimo albo regionale? vuoi dire che fanno gli albi degli insegnanti come di chi esercita una libera professione? sono troppo al di fuori dell’ambiente per capire questa faccenda…..

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  2. Come albaplena non sono insegnante e mi era sfuggita questa cosa, cioè pensavo che questo albo regionale non valesse per i docenti in ruolo già da anni. Non si può che concordare col tuo stato d’animo.

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  3. Eh, insomma. Io la gavetta non l’ho fatta, ma sono entrata direttamente in ruolo vincendo un concorso. Ho una laurea, un dottorato, una specializzazione e un master in innovazione didattica – un vero master, non di quelli presi con le raccolte punti. Frequento tutti gli anni corsi di formazione presso enti di ricerca nazionali e internazionali, pagati ovviamente a spese mie. Sono più che disposta ad essere valutata (solo, mi chiedo perché quello che già faccio non vale, o vale così poco) però mi piacerebbe essere valutata da chi sa di cosa parla – e chi sa di cosa parlo.
    E, se devo entrare nel calderone degli albi regionali, mi piacerebbe che ci entrassero anche i dirigenti, scolastici e non.

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  4. Semplicemente, perché sì. Io non ho fatto un giorno di precariato, ho vinto (vinto, per davvero, non idonea) un concorso tra i primissimi della graduatoria, mi sono diplomata a Hogwarts, laureata, dottorata, postdottorata, assegnata di ricerca, collaborato per un anno con l’Università di Cambridge (St. John’s College, non pizza e fichi), vinto borse di studio per Italia, Europa e USA, collaborante tuttora con due università tra le più antiche e prestigiose di Italia, un centinaio di pubblicazioni per case editrici che comprendono Laterza e Mondadori. Anelo a essere valutata. Ma anelo anche che una riforma parta dal basso. Dalle infrastrutture. Dal togliere l’amianto dalla mia come da cento altre scuole. Per dire.

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  5. Ah. Dimenticavo. Ho anche una abilitazione da professore associato presa all’unanimità e con un giudizio stellare che vale 0. Un master annuale on-line vale 3 punti. Parliamone.

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  6. @Ornella, sono davvero preoccupato.

    @Sempredada, lo sciopero è uno strumento di lotta, lo vivo come tale.

    @Albaplena, quasi come dici, assurdo.

    @Ilaria, vale per tutti. Almeno mi pare di avere letto bene. Orrore!

    @Ellegio e Povna, per gavetta intendo anche il pendolarismo: Ustica, Valledolmo, Trapani…sono distanti da Palermo.
    L’essere tra i primi non mi ha consentito di insegnare subito nella mia città, vista la folla di concorrenti con 2147 preferenze, figli, nonni e leggiucchie varie. A scuola meritare vuol dire partorire figli, godere della 104 e simili. Altro che master!

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  7. Ti sorprenderà sapere che non ho scioperato. Ho fatto tanti scioperi in passato e stavolta non avevo voglia di perdere cento e passa euro. Se c’è chi “non ha fatto neanche un giorno di supplenza”, bene, io ho fatto vent’anni di precariato e sono arrivata al ruolo esausta, dopo aver creduto di non arrivarci mai. Ne ho viste di tutti i colori, di riforme e proposte di riforma, in questo lungo periodo. Il governo D’Alema che apre la strada all’elargizione di finanziamenti alle private. Il concorsone di Berlinguer, con la commissione esaminatrice che avrebbe dovuto arrivarti in classe e giudicarti – e sputtanarti – di fronte agli studenti. Le graduatorie del 2001 volutamente sbagliate, facendo piombare i supplenti nel caos, per prendere tempo perché non si sapeva ancora bene quali amenità studiare e applicare. Il doppio punteggio di montagna. Le 24 ore settimanali di insegnamento, proposta recente, un quarto di orario in più a parità di stipendio, e centinaia di migliaia di posti di lavoro tagliati fuori. Per questo, la riforma renziana mi sembra rose e fiori. Non la condivido, sia chiaro, ma ripeto: dopo aver visto di molto peggio, sono stanca.
    A proposito dell’essere valutati: io non lo accetto comunque. (Avvocati, medici, tutti gli altri professionisti non vengono “giudicati”!) Nessuno ha le competenze o i diritti per farlo: l’unico modo sarebbe metterci in classe una telecamera stile Grande Fratello, vogliamo questo? Sono stupita che a nessuno dei nostri governanti sia ancora venuto in mente.

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  8. @Gipsy, quando parlo di “valutazione”, non alludo ad uno sceriffato di dirigenti e professori, ma alla necessità che il mio lavoro non sia autoreferenziale: io me la suono, io me la canto. Nessuno verifica cosa faccio in classe, quanto, perché. Non esiste un minimo di confronto fra colleghi, se non in rare eccezioni. Il monte ore annuo va a puttane a causa di iniziative varie e a chi interessa? A nessuno.

    @Sì, Lanoisette. Crede in quello che fa e ti posso assicurare che quello che ha dichiarato è autentico. Da letterato passa al setaccio i colleghi letterati. Pensa che tutti lo temono come presidente di commissione agli esami di stato. Un anno ha messo a posto tutti(alunni, commissari esterni ed interni), ha vigilato come un mastino durante le prove, ha fatto sgonfiare i voti-palloncino, ha bocciato. Non si scherza. Chissà che non ritorni nel mio liceo! E sia nella mia commissione. Mi piacerebbe.

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