Mi ha messo in un vortice di turbamento e amara tristezza la vicenda del ragazzo di Padova, vuoi anche per la somiglianza fisica con uno dei miei studenti, che quest’anno, se fosse ancora vivo, si sarebbe maturato. Il contesto e le cause della morte sono totalmente differenti, ma talvolta basta un particolare per fare riemergere volti, corsa al pronto soccorso, attesa e disperazione. Potrei, ancora oggi, ricostruire ogni minimo dettaglio di quella calda giornata d’autunno, anche il colore dell’aria, se si potesse. Al contrario di Domenico, il mio alunno Colin fu soccorso subito; prima da due medici di passaggio, poi dal 118. I giornalisti, com’è di regola ormai, sbandierarono ai quattro venti che i soccorsi erano giunti in ritardo, ma non era vero(io testimone e non solo), tant’è che la famiglia del ragazzo non sollevò alcuna polemica o denunciò una tal cosa.

aba342La tragedia della perdita rivelò il suo diciamo lato positivo qualche mese dopo, quando, in uno dei ricevimenti scolastici, mi ritrovai faccia a faccia proprio con quei medici di passaggio che avevano soccorso il mio alunno. Erano i genitori di un primino, tra i migliori che io abbia avuto. Tra noi è scattata una garbata e delicata simpatia, supportata sicuramente da quel tragico incontro, che oggi è anche amicizia; il loro figlio non è più mio alunno, ma continuiamo a sentirci per scambiarci gli auguri o farci quattro chiacchiere di scuola.

La vita, come sempre, ne sa più di noi.