Suonare e cantare

algf636-36Ora che i tempi stringono, per i maturandi e per me, sono piacevolmente costretto a usare massicciamente delle mappe concettuali, che consentono loro di afferrare globalmente il senso di quello che studiamo insieme in classe e di avere il quadro, diciamo esauriente, di un autore o di un percorso tematico. Mi giovo così di fogli-lenzuolo in formato A3, che si arricchiscono via via di nuovi dati, emersi durante la spiegazione; non riesco ancora ad usare bene la lim, vuoi anche per problemi tecnici, e perciò ripiego sull’immarcescibile cartaceo. Agli studenti piacciono comunque i vecchi strumenti ed è piacevole sbirciare i loro fogli, personalizzati da didascalie, rubriche e sottolineature. Per gli ultimi argomenti ci si è messi d’accordo: continuo a spiegare oltre la data canonica, ma loro studieranno soltanto dalle mappe, dalle dispense e dagli appunti forniti. Ho chiarito loro la motivazione di questo faticoso prolungamento delle lezioni, che non è autoincensamento o, peggio ancora, smania di riempimento del programma d’esame, anche perché, essendo interno, io me la canterò e io me la suonerò, come si dice dalle mie parti. La ragione è un’altra: posso permettermi di non far assaggiare loro(e auspico anche di far assaporare)il piatto forte della letteratura del Novecento? Proprio no. Ho preferito scrivere questo post sempliciotto e ingenuo anziché raccontare di tanta spazzatura scolastica umana, che mi sta letteralmente sommergendo. 

8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Mag 21, 2015 @ 21:47:10

    A questo punto la domanda sorge spontanea: quale è per te codesto piatto forte? Noi oltre agli ovvi abbiamo fatto bene Calvino e Fenoglio; un cospicuo assaggio di Levi, Tozzi e Moravia (percorso sulla narrazione in prosa).

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  2. melchisedec
    Mag 21, 2015 @ 22:15:54

    @Povna, non so cosa sia l’ovvio nella letteratura del Novecento e in genere; Montale, Calvino, Pasolini gli irrinunciabili per me. So che mancano altri grandi, ma soltanto in parte ne sono responsabile.

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  3. 'povna
    Mag 21, 2015 @ 22:36:17

    L’ovvio del Novecento per me è il canone da manuale: Pirandello, Svevo, Futurismo etc, Ungaretti, Saba, Montale, quelli che vedi in qualunque programma, insomma. Per me, oltre ai tre che hai detto, Fenoglio è irrinunciabile. Per altre cose ho seguito anche l’interesse (in questo caso, per la prosa ben più che per la poesia, con l’eccezione di Pascoli e Montale, molto amati) di questa classe per cui, a parte il canone, abbiamo letto una marea di romanzi e racconti (sulla I guerra mondiale Lussu è piaciuto più di Ungaretti, per dire!). E poi molto racconto fantastico, anche novecentesco, e anche europeo (anche questo venendo incontro a un loro interesse specifico).

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  4. Alidada
    Mag 22, 2015 @ 00:07:38

    periodo impegnativo al massimo. Immagino quanto tu debba lavorare. A proposito di mappe, hai provato “prezi”? … Buonanotte Mel e un abbraccio a te

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  5. melchisedec
    Mag 22, 2015 @ 05:56:31

    @Povna, e allora sì, l’ovvio c’è. Ho dato molto spazio al Futurismo(Marinetti, Govoni f., Palazzeschi f.), a Gozzano e Corazzini, agli “espressionisti”, e a quelli che tu citi.
    Mi duole aver sacrificato Fenoglio. Ne ho parlato, ma senza approfondimenti è stato inutile.
    Devo ulteriormente rivedere il modo di insegnare letteratura al triennio. Dalla prossima terza cambierò musica.

    @Alidada, non ce la faccio più, la stanchezza è mentale e fisica. Non ho provato “prezi”.

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  6. rosenuovomondo
    Mag 22, 2015 @ 06:54:34

    E’ un momento scolasticamente faticoso. Anche per il lavoro in se’ ma anche per altro. Forza. Da profana ho adorato a scuola Pirandello e Montale … mi è piaciuto leggere MAstronardi

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  7. linda
    Mag 22, 2015 @ 08:01:11

    C’è della poesia in questo post. 🙂
    (ieri la mia ragazzina ha imparato “Supplica a mia madre” di Pasolini e si è commossa… Sì, davvero alcuni autori DEVONO essere conosciuti.)

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  8. melchisedec
    Mag 22, 2015 @ 15:36:09

    @Rose, è proprio “l’altro”, che ti dà il colpo di grazia.

    @Linda, hai colto lo spirito del post, frutto di una divagazione più che di un resoconto curricolare scolastico. Che poesia quella di Pasolini!

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