Regina nel suo regno

Neanche invocando tutti i santi protettori del martirologio avrei potuto scongiurare l’apparizione epifanica di Marianeve nel suo regno, ossia l’ufficio pubblico, dove presta servizio e al quale mi sono rivolto per risolvere una questione burocratica. Esattamente la sua stanza dista cinque porte da quello in cui mi sarei dovuto recare io, ma Marianeve, grazie ad una serie di stratagemmi, SMS e whatsapp, fattasi il conto delle distanze e dei miei impegni mattutini, mi ha ghermito l’ora della visita e ha fatto platealmente gli onori d’ufficio. A nulla sono valsi il tentativo di rendermi invisibile, usando l’ascensore soltanto per un misero piano e strisciando silenziosamente come gatto Silvestro lungo il corridoio, e le raccomandazioni del suo ex fidanzato, nonché collega, di dirigermi dritto filato verso la stanza del Territorio, riservandomi di salutarla alla fine del disbrigo pratiche. Ma che! Mentre attendo il turno, ecco incedere, come un’amazzone, Marianeve nello splendore bagiano del suo vestitino rosso-tramonto. Dopo aver palesato il suo disappunto per il mio comportamento anonimo, che ho giustificato attribuendone il motivo alla dimenticanza, mi ha strappato dalla sedia e mi ha condotto al bar per offrirmi un caffè. Un caffè condito da chiacchiere sui suoi colleghi, rigorosamente classificati come buoni e cattivi, a seconda dell’efficienza professionale e della presenza in ufficio. Dopo il caffè non mi ha mica mollato; mi ha accompagnato personalmente nella stanza del Territorio tiranneggiando amorevolmente superiori e inferiori, impicciandosi analiticamente dei cavilli della legge, dispensando consigli e proponendo soluzioni. E neanche i saluti sono stati sbrigativi, perché Marianeve mi ha accompagnato fino all’uscio, sgranando lungo il percorso impegni comuni e piccole geremiadi.

8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Billy Hunt (@BillyHunt69)
    Giu 01, 2015 @ 23:32:48

    Fiera, non vedeva l’ora di accoglierti nel tuo regno, ogni cosa passa sopra, è un orgoglio per lei che vale doppio, “esibirsi nel suo regno” e accogliere con vanto l’ “esimio ospite”. Non ne potevi uscire incolume, sono sacrifici che si debbono fare 🙂
    At minchiam caro Prof! – in balìa delle reti moderne …
    Ray

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  2. 'povna
    Giu 02, 2015 @ 08:02:41

    Mamma mia, un incubo, pur confezionato col nastro fintamente leggero. Solidarietà.

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  3. Ilaria
    Giu 02, 2015 @ 11:58:10

    Aiuto! 😛 Per certe cose siamo molto simili io e te, anch’io avrei cercato in tutti i modi di passare inosservata!

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  4. melchisedec
    Giu 02, 2015 @ 16:48:09

    @Ray, non è la prima volta, ma ieri ha esagerato.

    @@Povna, che poi sotto sotto rido.

    @Ilaria, con Marianeve è impossibile.

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  5. Ornella Antoniutti
    Giu 02, 2015 @ 21:45:17

    Carissimo Melchisedec, Marianeve sorprende ogni volta anche me per la sua vitalità inarrestabile. Non ti rimane che rassegnarti alla sua prorompente devozione! Però rimane un “personaggio” simpaticissimo

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  6. melchisedec
    Giu 03, 2015 @ 06:56:32

    @Ornella, quasi rassegnato. Sigh!

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  7. Alidada
    Giu 03, 2015 @ 22:14:32

    anche il caffè mi sarebbe andato attraverso 😦

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  8. melchisedec
    Giu 03, 2015 @ 23:09:12

    @Ci sono cose peggiori della gelatina di Marianeve, Alidada.

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