Alda, Agostina, Icovellauna e Marie

È venuto ora il momento di parlare della mia commissione che, se potessi associare ad un quadro, sarebbe Le danzatrici rosa.

degas8

Cominciamo dal Presidente, Alda Merini. Ne ripropone l’effigie e la voce, a parte la passione viscerale per la letteratura. Mentre discutevamo delle tracce della prima prova con intorno un nugolo di candidati, presidenti e commissari, davanti a un’incandescente fotocopiatrice, mi sono beccato il richiamo di un integerrimo presidente, che mi ha invitato a tacere perché non condizionassi gli studenti con le mie riflessioni a voce alta. Io e Alda ci siamo lanciati uno sguardo di complicità per la marachella, e di commiserazione per quell’uomo infelice, ed è scattata tra noi simpatia certa; subito dopo mi ha chiesto di abolire il lei come pronome allocutorio. Perciò sono passato al tu. Ma mi risulta difficile dare del tu a una persona che non conosco e che visibilmente dimostra gli anni della vecchiezza, perciò alterno i due modi. Alda è un donnone di due metri, elegante e cordiale, confusionaria e generosa, vigile e al contempo distratta. Non è invasiva e ci lascia fare, ma sempre con l’ordinanza a portata di mano, per fugare qualche dubbio dei commissari. Il mio ruolo è di verbalizzare, ma lei mi consulta per ogni cosa, anche per interpretare la norma degli esami, che comunque non è poi così oscura. Fai tu, fai tu. Ma c’è che io non sono vicepresidente; lo è una collega dell’altra commissione che, profittando di una mia assenza temporanea, ha chiesto espressamente di non verbalizzare, essendo stanca di averlo fatto per l’intero anno scolastico. Come se gli altri avessimo pettinato bambole o giocato a candy crash saga durante le ore scolastiche. Io ho accettato di verbalizzare, astenendomi da ogni commento, anche perché i verbali sono già belli e pronti sulla piattaforma, quindi non richiedono chissà quale sforzo. Ma, con un po’ di cattiveria vendicativa, lo ammetto, ho chiesto al presidente che si andasse via tutti insieme, soltanto a verbale redatto. Non me ne frega niente del bimbo da prendere al nido o del cane con la diarrea da soccorrere. 

Il calice, invece, diventa amaro con le altre tre commissarie esterne, con le quali mi sono già pizzicato. Ma non è per me una novità.

Agostina Belli, specializzata in “Carneade! Chi era costui?”, sfoggia abiti eleganti e tacchi mozzafiato ed è la classica collega che al posto di ruolo c’è arrivata tramite passaggi e abilitazioni, sostegni e ammennicoli vari, amica di una famigerata somara della mia scuola, lettrice appassionata di indici di libri di testo e programmi svolti in barba a qualsiasi ordinanza ministeriale, che regola il colloquio orale. La Belli pretendeva che chiamassi il corrispondente collega interno, per avere schiarimenti sul programma svolto. Te le puoi scordare, ho tuonato. E mi ha messo il muso. Di positivo c’è che è vorace, si è informata dell’ubicazione di tutti i bar presenti nel quartiere e, nel mezzo della plenaria, ha sgranocchiato biscotti e bevuto acqua a più non posso.

Poi c’è l’odiosa britannica, Icovellauna, interamente robotizzata, che mi ricorda vagamente la mia professoressa bigotta del liceo, che un giorno mi rimproverò perché indossavo una felpa rosa. Icovellauna parla sommessamente, chiude e apre le o, soppesa spiriti e accenti, voti e crediti, parole e sillabe. Anche lei è stata da subito ben servita, quando furbescamente ha tentato di piegare a suo favore i turni di assistenza. Il mio “pari opportunità” ha conquistato Alda Merini e Icovellauna c’è andata fregata.

Infine c’è Marie-Sophie Germain, scarmigliata e ironica, capace di presentarsi a scuola in ciabatte, la più saggia forse, esperta in iban, compensi e accrediti; maneggia di continuo il cellulare e mostra a tutti le foto che scatta; si dice che abbia dato indicazioni non proprio corrette ai candidati, quando Alda Merini le ha chiesto di illustrare qualche punto oscuro delle consegne. 

Ancora una volta so che si sopravviverà. Anche ridendo.

6 thoughts on “Alda, Agostina, Icovellauna e Marie

  1. Mamma mia, che commissione total femminile, che hai, non ti invidio… Io ed Esagono ci siamo offerti come segretari, volontariamente, ma lo spirito è quello dell’aiuto reciproco, per tutti, senza stare a fare il bilancino da tabella excell dei minuti dei turni e/o dei doveri. Trovo che in generale nella vita, e più in particolare a sul lavoro, e più in particolare ancora nell’esame sia l’atteggiamento più produttivo per tutti, e anche quello che consente di viversi meglio tutti il lavoro, che è tanto, ma anche di grande soddisfazione. Il vicepresidente di prassi, almeno ovunque sia stata nella nostra regione, salvo casi eccezionali, lo fa un esterno, e da noi così abbiamo operato.

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  2. Mi piacerebbe potessi raccontare tu la mia. Per ora, complice un calendario molto modificato rispetto agli anni precedenti, li ho vissuti un giorno soltanto. Da lunedì faremo il tuffo. Spero senza troppa apnea. Buon lavoro!

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  3. @Allegra non so, Alidada, ma non si dovrebbe lavorare male. Ce ne sono altre nella mia scuola che non mi piacciono e vedo comportamenti di persone mentalmente disturbate.

    Quindi deduco che sei a metà dell’opera. Buon lavoro!

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