Ladies in Lavender

Maggie Smith e Judi Dench sono le straordinarie protagoniste di un film poeticissimo del 2004, si tratta di Ladies in Lavender, di cui è regista Charles Dance; come è usuale, il film, all’uscita nelle sale, mi è sfuggito, l’ho rivisto, qualche pomeriggio fa, in tv e ne sono rimasto affascinato. Il soggetto del film è tratto da un racconto dello scrittore inglese  William John Locke. Da una ricerca effettuata scopro che il film non ha avuto un minimo di menzione. L’oblio, pare. 

La trama è fantasiosamente letteraria e in essa sono mescolati sapientemente il tema del naufrago e della vita come progressivo itinerario esplorativo dentro e fuori di sé, mentre il genere letterario di riferimento ingloba il racconto d’avventura e di formazione sentimentale.4879fb3883196992e0f64aadaa81dafc

Un giorno, siamo negli anni ’30 a cavallo fra le due Guerre e perciò in piena ascesa dei totalitarismi(ma la storia nella trama rimane comunque in penombra), la vita serena e abitudinaria delle attempate sorelle Ursula e Jane, che vivono in una splendida casa sulle coste della Cornovaglia, subisce un brusco cambiamento, infatti ritrovano sulla spiaggia un naufrago, il giovane polacco Andrea. Ursula e Jane, animate da uno slancio di generosità materna(non c’è inizialmente altra motivazione a sostenerle), accolgono il giovane naufrago nella loro casa e, sebbene abbiano carattere e temperamento differenti, Ursula timidamente passionale, Jane saggiamente razionale, sublimano il loro desiderio di amare riservando ad Andrea cure, attenzioni e dedizione assoluta. Ursula, però, rimane del tutto affascinata dalla bellezza di Andrea, oltrepassando il limite della cura materna nei confronti del giovane, infatti se ne innamora nascostamente e silenziosamente, convertendo l’iniziale apprensione materna in una sorta di contemplazione platonica da lontano e di nascosto del bel naufrago. D’altro canto il decoro morale imposto dai costumi del tempo, parte integrante della visione di Ursula, non può che trattenerla sulla soglia dell’amore. Un episodio, però, innesca il cambiamento e imprime una svolta alla storia. Mentre un pomeriggio la saggia Jane suona il pianoforte, il giovane Andrea, inorridito dalla cacofonia delle note, dapprima si tura le orecchie, non tollerando l’incompetenza della donna nel modo di suonare, poi rivela il suo talento musicale suonando il violino di un musicista del villaggio. È proprio il violino la chiave di volta della vicenda, infatti Andrea incontra la pittrice Olga(nasce tra i due una corrispondenza di affinità più che elettive), che riconosce le qualità del giovane talento e, con l’intermediazione del proprio fratello, musicista rinomato, fa di tutto per farlo studiare a Londra, dove si afferma come grande violinista. Per questo motivo Andrea è costretto a lasciare in fretta e furia la casa di Jane e Ursula senza neanche un saluto e alcun preavviso della sua partenza. Per le due sorelle la fuga di Andrea è un colpo, ancora di più per Ursula, che dovrà lottare con sé stessa per porre un argine ad un amore impossibile. La scena finale, però, ricomporrà l’equilibrio iniziale della storia, configurandosi come acquisizione di consapevolezza da parte di Ursula.  

Tutte le scene del film sono poeticissime, nessuna traccia di mielosità o di drammaticità isterica, ottime la fotografia e la colonna sonora, splendide le inquadrature, sia degli interni, sia del paesaggio, ma la nota particolare del film consiste nella maestria dell’interpretazione di Maggie Smith e Judi Dench. Di rilievo l’antitesi dei due ritratti femminili, quelli di Ursula e Jane, a loro volta contrapposti a quello della effervescente( e al contempo intellettualmente onesta)Olga.

Il film, poi, ha fatto innescare in me delle riflessioni e dei ricordi per così dire personali. Non capita tutti i giorni, diciamocelo con tutta franchezza, di vedere una coppia sbilanciata negli anni; nel film Ursula ha almeno quarant’anni più di Andrea. Da qui il carattere di favola, bella a metà, del film. Tutto è possibile, però. Nella mia esperienza di vita conosco due coppie, che hanno operato questa scelta, sfidando luoghi comuni e convenzioni: dei miei cugini(lui 52, lei 64)e una collega che, allora trentaseienne, nel 1991 sposò, dopo la maturità, un suo alunno. Fatevi voi i conti!  

12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. linda
    Lug 31, 2015 @ 10:11:35

    Diamine, è sfuggito anche a me! 😦 Ma lo cerco immediatamente.

    Una mia cara amica, Nadia, che ora non c’è più, aveva 13 anni più del suo compagno. E mai amore fu più puro e più felice.

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  2. 76sanfermo
    Lug 31, 2015 @ 12:25:51

    Anche a me e’ sfuggito , ma rimediero’…
    Che bella la foto del post! Grazie

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  3. 'povna
    Lug 31, 2015 @ 14:39:33

    Anche io non ho visto, purtroppo, ma le attrici suonano una garanzia! Non saprei dove recuperarlo, purtroppo…

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  4. melchisedec
    Lug 31, 2015 @ 17:32:39

    Noto che non sono l’unico, cui è sfuggito questo film.

    @Linda, infatti la realtà supera i luoghi comuni e i pregiudizi. 🙂

    @76SF, ma non è mia la foto. 🙂

    @Povna, somme attrici. Punto. 🙂 Io tenterò di acquistare il dvd; a Pa c’è un negozio ad hoc. Molti non li acquistano, altri, anche se sconosciuti, sì.

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  5. albaplena
    Lug 31, 2015 @ 17:48:58

    Judy Dench è grandissima. Prova a guardare “Diario di uno scandalo”, con lei e Cate Blanchett, tremendo film ma secondo me molto bello.

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  6. gipsy2011
    Ago 01, 2015 @ 15:47:29

    Non conoscevo questo film. La trama mi ricorda molto “La volpe” (The Fox) di D.H.Lawrence, che è un romanzo breve molto bello, una volta l’ho letto integralmente con una classe magistrale tutta femminile. Anche di questo fu fatto un film, nel 1967, di Mike Lydell, che però volle aggiungere, del tutto arbitrariamente, anche una storia omosessuale tra le due donne.

    Quanto all’amore “sbilanciato”, mia zia aveva dieci anni più di mio zio, sono rimasti assieme tutta la vita. Io avevo tredici anni più del mio ex, che spesso nel blog definivo con la sola iniziale S., ma a me andò decisamente peggio.

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  7. gipsy2011
    Ago 01, 2015 @ 15:49:05

    Errata corrige: il cognome del regista è Rydell.

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  8. melchisedec
    Ago 01, 2015 @ 17:17:15

    @Albaplena, ne ho sentito parlare. Provvederò, grazie!

    @Anche tu, Gipsy, che sei conoscitrice appassionata di film, non lo conosci? Può essere che abbia preso un abbaglio io, sopravvalutando il film?
    Non ho mai visto “La volpe”.

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  9. Ornella Antoniutti
    Ago 01, 2015 @ 20:29:12

    Non credo che tu abbia sopravvalutato il film che è semplicemente splendido. Piuttosto vien da pensare che opere di questo genere vengano ampiamente sottovalutate dai programmatori di palinsesti televisivi, che, specialmente in questo periodo, sembrano fare a gara per disgustarci o tediarci con repliche e serial polizieschi. Maggie Smith è in assoluto la mia attrice preferita.

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    • albaplena
      Ago 01, 2015 @ 23:20:57

      disgustarci……stasera ho visto, inebetita, un filmastro con Er Monnezza, un orrido attore di nome Thomas Milian, girato in grandissima povertà di mezzi e di idee. Ho subìto il fascino dell’orrido e l’ho guardato TUTTO. sugli altri canali non c’era niente di meglio. l’estate è la morte civile per i palinsesti televisivi…

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  10. melchisedec
    Ago 03, 2015 @ 08:22:45

    Condivido, Ornella e Albaplena. Per non parlare del pomeriggio in tv. Bleah!

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