Straziarsi, saziarsi

Se di corsi d’aggiornamento devo straziarmi, anche secondo il vento della buonascuola, di quelli buoni, almeno secondo i miei gusti, devo saziarmi. Non avendo la benché minima intenzione di frequentarne alcuno sulle tecniche di addomesticamento degli alunni dai molteplici disturbi ts1262v3-35d’apprendimento/socializzazione e dintorni, sulle tecniche chirurgiche di intervento sui cervelli wozzappati, defilippizzati e internettizzati, sui dosaggi metro-docimologici delle verifiche e sulle opportunità della 107, ho deciso di assecondare i miei interessi letterari e, in seconda battuta, storici. Così, guidato dai consigli della collega Amazzone, che, anche quando si tratta di scovare bei corsi, ha due poponi sotto, mi sono inerpicato, già da oggi pomeriggio, sui sentieri che conducono alle grotte preistoriche del Paleosuperiore, gustandomi bovidi, cervidi ed equidi, sia incisi che rappresentati, mani in negativo e positivo, omini stilizzati e, talvolta, anche ben torniti, scene religiose a metà tra cannibalismo, godimenti orgiastici(?)e non ben precisati riti. Ho apprezzato moltissimo la relatrice, una bovide plurititolata che, rimasta incollata per due ore sulla poltrona, apriva gli occhi soltanto per puntare con il mouse le sezioni dei quadretti in power point da analizzare, mentre durante la relazione li teneva chiusi; voce squillante, ma non squittente, competenza linguistica(non una parola in lingua straniera), quella giusta dose di facoltà affabulatrice, ma priva di derive fantasiose nell’interpretazione delle scene artistiche, professione di illuminismo metodologico in connubio con un forte impianto filologico han permesso di farmi scivolare via la stanchezza, che accompagna la concentrazione pomeridiana. Mi sento pieno stasera. E molto di quello che ho imparato sarà riversato a scuola. Altri succulenti incontri sono in cantiere. Stendo, invece, un velo pietoso sui colleghi(e) presenti in sala: domande inopportune e fastidiose(di quelle che, nelle intenzioni dei sapientoni, avrebbero dovuto mettere in difficoltà la bovide, che s’è difesa benissimo), sfoggio di abiti da gala e acconciature festaiole da parte delle professoresse, vent’anni di retro, cent’anni di fronte,  rumores da chiacchiere e da cellulari di varia fattura. In aggiunta alla lezione, perciò, un po’ di divertimento. 

9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. lanoisette
    Ott 21, 2015 @ 14:28:03

    Appena rientro e mi sistemo, cerco anch’io qualche bel corso di aggiornamento: o storia antica o latino, direi, visto che di letteratura ne ho masticata una certa quantità, in questi tre anni.

    Mi piace

    Rispondi

  2. roceresale
    Ott 21, 2015 @ 16:01:32

    No, io ai “vent’anni di fronte etc etc” ho dimenticato anche di aver fatto il corso di aggiornamento. E ho sorriso

    Mi piace

    Rispondi

  3. melchisedec
    Ott 21, 2015 @ 18:07:39

    @Lanoisette, direi che hai fatto il pieno. Che bellezza! Noto che anche tu vuoi scegliere corsi attinenti a ciò che insegniamo. Per il latino ce n’è uno pregevole a Messina, impossibile per me attualmente.

    @Roce, se tu non avessi commentato, non mi sarei accorto della posposizione. “Cent’anni di fronte, vent’anni di retro” è la versione corretta. E sorrido anch’io, che pospongo a minchia.

    Mi piace

    Rispondi

  4. Ornella Antoniutti
    Ott 21, 2015 @ 20:30:41

    Qua si dice “dietro liceo, davanti museo”. 😀 E queste riunioni di docenti, nelle quali l’elemento femminile (ma non solo ) fa sfoggio di eleganza e avvenenza spocchiosa veniva definito da un collega dei miei tempi “il teatro dei poveri ” ! 😀 A parte ciò piacerebbe anche a me un bel corso di aggiornamento sulla preistoria, periodo affascinante e per quanto ne so ancora parecchio misterioso.

    Mi piace

    Rispondi

  5. melchisedec
    Ott 21, 2015 @ 21:44:26

    @Ornella, da noi si dice come tu scrivi, ma quando ho scritto il post neanche a cannonate riuscivo a ricordare il detto. Uffa! 😀
    Molto misteriosa la preistoria, la cui conoscenza lacunosa da parte nostra è proporzionale alla distanza, che ci separa da essa.

    Mi piace

    Rispondi

  6. ellegio
    Ott 22, 2015 @ 00:19:46

    A frequentare il dipartimento di fisica, o quello di matematica, ci si risparmia lo sfoggio di abiti. Qualcuno ci prova pure, ma i tentativi cadono nel disinteresse generale 🙂 Io, per ora, origami.

    Mi piace

    Rispondi

  7. melchisedec
    Ott 22, 2015 @ 06:25:54

    Sicuramente, Ellegio. 🙂

    Mi piace

    Rispondi

  8. 'povna
    Ott 25, 2015 @ 14:52:11

    I corsi di buona educazione non formale (sul modello dell’Appennino) mi piacciono molto, ma appunto l’Appennino ne garantisce almeno uno all’anno cui si aggiungono le esperienze teatrali respirate con gli amici del nord. Per cui anche io quest’anno andrò (giovedì) a un convegno su storia e grande guerra, organizzato da alcuni colleghi del Dipartimento dell’Università. E poi anche quest’anno farò un paio di corsi e seminari io di aggiornamento in prima persona, ingaggiata da un paio di università allo scopo, ma più in là.

    Mi piace

    Rispondi

  9. melchisedec
    Ott 26, 2015 @ 06:14:32

    @Bene, Povna!

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...