L’oracolo di Ippocrate

hpqscan0001Frequentemente accompagno mio padre, i cui acciacchi, per qualità e quantità, sono proporzionali alla sua età, all’UOC PTA Biondo, sito a Palermo in via Gaetano La Loggia. Rispetto ad altri presidi il Biondo di via La Loggia presenta una serie di vantaggi per il paziente, tra cui, prima di tutto, la professionalità di operatori sanitari e non, il rispetto dell’orario delle visite, la possibilità quindi di non stazionare sulle sedie ore e ore in attese snervanti e, non ultimo, la facilità con cui si può parcheggiare l’automobile.

Ciascuno, quindi, può dedurre quali e quanti siano i vantaggi per il paziente e l’accompagnatore. Non sto qui ad elencarli; per quanto riguarda la mia funzione di assistente/accompagnatore il vantaggio è ben presto detto: non sono costretto a chiedere al mio dirigente un intero giorno di permesso per motivi familiari, essendo sufficiente un permesso breve di due ore, le quali, agganciate a qualche ora-buca, mi permettono di volare come un’aquila da un luogo a un altro in tempi relativamente brevi, sebbene con una certa concitazione, e di potere recuperare le due ore di lezione con i miei alunni. Talvolta ne recupero più di due, perché approfittando delle regolari assenze dei colleghi, mi approprio indebitamente delle loro ore e piombo, gratis et amore dei, come un rapace nelle classi incustodite.

Egoisticamente rilevante è anche l’ubicazione del presidio: esso, infatti, insiste su un asse viario dal traffico solitamente scorrevole, che collega casa, scuola e presidio.

Ma la nota negativa al Biondo c’è: i medici scrivono a penna, rigorosamente a penna. Finora ho visitato gli ambulatori di medicina interna, ortopedia, neurologia e urologia: nessuna traccia di scrittura digitale. Le cartelle cliniche consistono in dei fogli vergati rigorosamente a inchiostro e dalle grafie bizzarre, che neanche un grafologo esperto sarebbe in grado di decifrare. Per interpretarne il contenuto, occorre, perciò, ascoltare attentamente il medico, quando scrive e parla, e affidarsi alla capacità interpretativa del proprio medico di base, cui è affidato il compito di sciogliere l’oracolo di Ippocrate.

Domande come di uno che grida nel deserto.

È così oneroso per la sanità siciliana dotare gli ambulatori dei presidi di un pc e di una stampante, in modo che le cartelle cliniche siano piane e leggibili?

È così peregrino informatizzare gli archivi dei singoli presidi, in modo tale che ciascun medico possa accedere ai dati sanitari, senza per questo dover procedere a un interrogatorio di terzo grado, inflitto al paziente, sulla storia della propria salute? So che le domande al paziente sono necessarie, ma è anche vero che nelle risposte c’è un margine di soggettività, che andrebbe supportato da dati oggettivi e scientifici.

Ecco, io che sono uno strenuo difensore del pubblico(sanità, scuola, etc…), mi dispero. 

12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Ott 25, 2015 @ 14:43:27

    Sono d’accordo con te, e a sanità sostituirei scuola: è mai possibile avere ancora correzioni scritte a penna, verbali scritti a penna, piani didattici scritti a penna (o, se a stampa, solo per la buona volontà degli interessati)? Perché mai scuola e sanità non si sono doverosamente informatizzate nella relazione con il pubblico vent’anni fa?

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  2. melchisedec
    Ott 26, 2015 @ 06:17:58

    @Povna, da me solo due su circa 100 docenti scrivono a penna il verbale, il resto “si è digitalizzato”.
    Una curiosità: quando parli di correzioni, ti riferisci ai compiti? Illustra, se puoi.

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  3. ildiariodimurasaki
    Ott 26, 2015 @ 09:05:31

    See, verbali a mano, nientemeno… alla mia prima supplenza, quindici anni fa, ci provai e venni aspramente redarguita dal Preside che me li annullò con un frego a lapis e mi disse di riscriverli a meno. Lo lasciai dire e scappai senza lasciare recapito a fine esami, immagino che si fosse completamente dimenticato della cosa, comunque nessuno mi cercò più. Adesso Argo ci stampa il verbale degli scrutini e qualche supplente temporaneo stampa i verbali (senza che nessuno lo critichi per questo) per poi incollarli sul registro, ma io scrivo a mano. Ho una scrittura piuttosto chiara e scrivere a meno non mi dispiace. Piani didattici e relazioni, onestamente, li ho sempre visti a stampa, salvo il caso della Cleptomane.

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  4. lanoisette
    Ott 26, 2015 @ 10:21:08

    Grazie al cielo, io ho un medico di base che riceve le richieste di prescrizioni via mail, riceve solo su appuntamento e da anni ha tutto informatizzato. E, in generale, anche negli ospedali di zona funziona così: tutto informatico e tempi di attesa quasi nulli.
    Ricordo invece il trauma, in Piemonte, quando mi resi conto che invece lì facevi la fila e basta, e anche se avevi l’appuntamento per una visita specialistica alle 15.00, era meglio che arrivassi un’ora prima per prendere il numerino (scritto a pennarello) – per ua vista otorinolaringoiatrica alle Molinette, con appuntamento alle 14.00, venni visitata ben dopo le 16 (ed in più, siccome mi ero precipitata all’uscita da scuola, era anche digiuna!)

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  5. Ilaria
    Ott 26, 2015 @ 16:53:52

    Ah ah, ho appena scritto un post sull’importanza dello scrivere a penna e poi leggo questo… 🙂 Scrivere a penna sì, ma non in questi casi! 😉 Anche da me comunque funziona come da lanoisette, tutto informatizzato a partire dal medico di famiglia… costui è fin troppo informatizzato, visto che quando un paziente entra lui resta chino sul pc ad aggiornare il file del paziente. Prima di riconoscere la mia faccia ce n’è voluto, all’inizio, visto che guardava più il computer di me!

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  6. roceresale
    Ott 26, 2015 @ 19:10:07

    Il mio medico di base, diciamo circa classe 1967, scrive tutto al PC con un ditino alla volta librato in aria. Cancella cinque o sei volte, fa bloccare il file, fa bloccare la stampante. Tempo per la prescrizione, 25 minuti circa. Più o meno come il 70 per cento dei colleghi.

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  7. melchisedec
    Ott 26, 2015 @ 20:17:12

    @Murasaki, noi li scriviamo in word chiaramente, li stampiamo e poi incolliamo sul registro, a meno che non siano brevissimi i Consigli.
    Non conosco questa funzione di Argo, devo esplorarlo. Mi pare un buon aiuto.

    @Che meraviglia, Lanoisette! Il mio è eccezionale, ma non arriva a tal segno.

    @No, Ilaria, con il mio si parla e ci si guarda nelle palle degli occhi.

    @Roce, questo ditino librato mi ricorda me…ma non faccio bloccare nulla.

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  8. Ornella Antoniutti
    Ott 26, 2015 @ 20:45:21

    Sarà, ragazzi, ma io ho tanta nostalgia dei medici di una volta, quelli che ti ascoltavano e ti auscultavano, ti misuravano la pressione, guardavano in gola e poi dicevano: “Hai la xxxxxite”. E poi ti guarivano. Soprattutto ho nostalgia di quel dottore di famiglia “medico chirurgo” (a quel tempo erano tutti medici chirurghi) che, quando gli raccontai di cosa soffrivo, si mise a ridere, mi fece stendere sul lettino, incise il foruncolo e mi mandò a casa con sei giorni di convalescenza e una cura a base di antibiotici e impacchi. Non oso pensare quali e quanti purgatori dovrei affrontare, mi capitasse la stessa cosa oggi, domani, o nei prossimi mesi.

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  9. ellegio
    Ott 27, 2015 @ 00:47:52

    Saranno vent’anni che vedo cartelle informatizzate 🙂 Alcuni modelli sviluppati in proprio sulla scrivania accanto alla mia. Credo che sulla dematerializzazione della documentazione sanitaria in genere esistano normative ormai vecchiotte. Il che non toglie nulla alla semeiotica. Ma questo dei medici di scrivere in modo incomprensibile deve essere un vezzo – uno sforzino per essere più chiari sono sicura che lo possono fare se vogliono.

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  10. melchisedec
    Ott 27, 2015 @ 06:24:59

    @Un “altro” mondo, cara Ornella. Ripeto, però: il mio medico pone domande al paziente, ausculta, visita e si presta anche per piccoli interventini chirurgici. E se ho bisogno, mi risponde al telefono anche se è domenica o festa. Io lo adoro.

    @Ellegio, vent’anni? Addirittura! Da noi da circa cinque anni. Il vezzo…è meglio che se lo facciano passare. Io ho già scritto agli organi competenti e anche il mio medico.

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  11. Billy Hunt (@BillyHunt69)
    Nov 01, 2015 @ 15:53:04

    non avrei niente in contrario ai medici che scrivono a penna se scrivessero in maniera comprensibile (mentre avviene puntualmente il contrario) .. ma al massimo le ricette … molto meno gli “storici” dei pazienti, le terapie già adottate, le registrazioni di sorta e di genere senza l’ausilio di un gestionale che parli la stessa lingua per tutti.. addirittura, ma forse sto sognando, si potrebbe prevedere una sezione dedicata al mutuato, dove cogliere in fretta un anamnesi, o comunque informazioni che non è sempre facile da ricordare. E questo anche se non si ricorre al servizio sanitario nazionale ma a studi e cliniche private. Sono forse queste le posizioni più a rischio di “equivoci” per mancanza di comunicazione scritta (bene) e facilmente consultabile.
    Ray

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  12. melchisedec
    Nov 01, 2015 @ 20:31:21

    @Che poi, Ray, gli ospedali sono informatizzati, non si capisce perché le Asp annaspino. Comunque sia, se scritto deve essere, sia leggibile!

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