Armòzo 2

7903d9c2e9e2e8190776026ba6f2d3bdQualche post fa ho parlato del libro di Vecchioni, oggi l’ho incontrato insieme a un gruppo di miei studenti. L’incontro dal vivo mi ha chiarito una serie di dubbi e fugato alcune perplessità, ma ha dato anche una bella lezione di bon ton letterario a chi si arroga il diritto di giudicare un libro senza essere certo di averlo reso fibra del proprio essere lettore. Talvolta emettiamo giudizi impietosi solo perché certi libri non incontrano il nostro gusto o cozzano con la nostra ideologia. Dovremmo imparare tutti un po’ di umiltà, facendo parlare i libri, non le nostre sovrastrutture. È quello che ha fatto oggi Vecchioni, rendendo vita e vissuto i riferimenti letterari, cui ha accennato durante il suo discorso.

Gli studenti, come sempre, sono stati all’altezza della situazione e mi ha emozionato vederli in fila, silenziosi, per strappare a Vecchioni una dedica da scrivere sul loro libro. Non a una rock star, né a un comico demenziale di moda, non a un rapper parolaio, né a degli attori di grido, ma a uno scrittore, professore e cantautore.

Nel corso dell’incontro Vecchioni ha anche fatto riferimento al vespaio di polemiche di questi giorni, sollevato dalle sue dichiarazioni sui Siciliani. Lo scrittore si è chiesto come sia possibile nel Siciliano la coesistenza di un doppio statuto culturale in senso ampio, da una parte egli è erede prolifico della tradizione colta della Magna Grecia, dall’altra è anche soggetto, attivo e passivo, di incultura civile e civica all’interno di quelle città, che un tempo furono culla della migliore tradizione attica, e prima sicula, punica, e dopo romana, bizantina, araba e così via.

A quanto pare alcuni accademici e personalità di rilievo hanno abbandonato, ieri, la sala della riunione con l’artista, offesi dalle sue dichiarazioni.

Mi chiedo invece se si possa dissentire da quelle dichiarazioni e con quale onestà lo si possa fare. Una cultura che non diventa azione, infatti, non può che essere destinata alla decadenza morale, politica e sociale.

Non me la sento di solidarizzare con i miei conterranei, questa volta sto con l’autore.

E se qualcuno nutre dei dubbi sulla mia scelta, provi a farsi un giretto con me su pochi metri di spazio cittadino panormitano!

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Dic 04, 2015 @ 23:07:27

    Non ho mai incontrato dal vivo Vecchioni in quanto scrittore o insegnante, ma solo in quanto cantante (anche se mi fa sorridere perché insegnava in una scuola che era di zona per me, quando ero in età da liceo a Milano, ma cambiai completamente zona un anno prima, e a quei tempi sia pure in part-time ancora insegnava). Ho però usato a scuola le dispense dai suoi corsi universitari sulla canzone e la canzone d’autore che lui mette a disposizione sul suo sito, trovandoli molto interessanti, e trasudanti quegli aspetti che tu descrivi dopo averli visti dal vivo: un incontro che deve essere stato proprio ma proprio bello! Dopo questo secondo round mi sa che metto Il mercante tra le letture future… 🙂

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  2. melchisedec
    Dic 04, 2015 @ 23:21:56

    Ne è valsa la pena, Povna.
    La sorpresa della giornata è stata l’iniziativa di una mia alunna di primo anno: lei ha potuto leggere il libro perché le ho pagato io la somma, altrimenti avrebbe dovuto attendere il turno del prestito. Spontaneamente, a fine incontro, come se avesse letto in me nel profondo, ha tirato fuori il romanzo, ha fatto la fila e ha chiesto a Vecchioni di autografarlo per me, che neanche a cannonate mi sarei mosso dal mio posto. Non sono il tipo.
    E mi ha pure spiegato il motivo: “A lei spetta la dedica, perché il libro le è piaciuto, non a me, che non l’ho apprezzato”.
    Chiaramente le darò la copia intonsa, quella senza dedica.
    Come si fa a non adorare questi ragazzi? Quanta sensibilità hanno e mostrano!

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  3. roceresale
    Dic 05, 2015 @ 13:56:16

    Ho incrociato l’articolo del vespaio, non l’ho aperto perché vespai per me interesse zero ma, vedendo il luogo ho pensato “vuoi vedere che”. Ecco, ho visto che.
    E son contenta, Vecchioni per me è anni tristi dell’Università a Milano, di poche cose belle che conservo, una è lui.

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  4. Ilaria
    Dic 05, 2015 @ 19:07:19

    Più di tante cronache giornalistiche che, come roceresale, ho solo visto di volata ma non letto, mi fido del tuo resoconto, e apprezzo l’iniziale autocritica (per quanto mi riguarda non posso dire nulla perché non ho letto il libro). Di grande sensibilità il gesto della tua alunna, sono quelle piccole grandi cose che danno soddisfazione e fiducia.

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  5. Billy Hunt (@BillyHunt69)
    Dic 06, 2015 @ 15:45:25

    Conoscendo Vecchioni solo come cantante spesso impegnato ad esteriorizzare quelle verità “scomode” ed “antipatiche” spesso celate o malamente offuscate dai toni più “statici” o nella miglior sorte “utopici” o “sognatori” di altri suoi colleghi, probabilmente alla conta di situazioni più commerciali da mettere al pubblico incanto, non mi stupisce che egli possa riversare lo stesso “metodo” nella formula scritta, giocando “a carte scoperte” con indiscutibile capacità di saper ribattere alle proteste o alle indignazioni più frettolose o forse convenienti. Abbiamo bisogno di informazioni, di idee e di riflessioni da discutere ed analizzare, come sicuramente hanno capito i tuoi allievi, poi si può anche rispondere, con il giusto diritto di replica, e con la dovuta cognizione di causa. L’onestà è saper esprimere anche ciò che non è appagante o comunque conveniente, come tale la si apprezzi, sia sempre bene accolto il diritto di replica, meglio se qualificato.
    Ray

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  6. melchisedec
    Dic 08, 2015 @ 07:53:52

    @Roce, non è un caso che sia accaduto in “quel luogo”. E ne sono contento anch’io.

    @Ilaria, l’alunna mi ha dato una bella lezione di umanità.

    @Ray, gli artisti hanno anche la funzione di dire cose scomode. E’ più facile blandire il pubblico che provocarne la reazione.

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