Corto, corto e maledetto

scansione0003A conclusione delle lezioni dedicate al politico Cesare, anche in coincidenza con l’inizio del mese “corto” per eccellenza, non ho potuto evitare di imboccare la tangente dell’erudizione e mi sono così avventurato, e gli studenti insieme a me, in un brevissimo percorso sul calendario giuliano.

 
Dire che gli studenti “cadevano dalle nuvole”, pur ascoltando curiosi, equivale a un complimento. Io, fiducioso, mi sono illuso che potessero seguire facilmente, ma la rotazione delle “palle” dei loro occhi era un inequivocabile monito perché mi fermassi o, quantomeno, sezionassi segmento per segmento il percorso.
 
Così ho fatto.
Eppure qualche considerazione.
Penso che uno studente possa fisicamente sopravvivere senza conoscere l’origine del nome “febbraio” e senza sapere che il 2 di questo mese chiude di fatto il Natale(in America Latina si smonta il presepe), però, culturalmente parlando, si muore un po’ tutti dinanzi a questa progressiva desertificazione di piccoli saperi, seppure stantii.
 
 
La dimensione temporale degli studenti fluttua nella bolla del presente, mentre evaporano passato e, forse, anche futuro.