Incidenti del mestiere

minosIeri mattina, pur volando frettolosamente da un’aula all’altra, perché a scuola anche i minuti del cambio di guardia sono preziosi, non mi è sfuggito che gli occhi della madre di un virgulto, assai spesso assente per malattia, rovistavano nei miei occhi alla ricerca di una risposta di assenso per un colloquio velocissimo. La donna si è avvicinata e, scusandosi per essere venuta in un momento inopportuno e fuori dalle regole, mi ha chiesto notizie sull’andamento del figlio. Dapprima ho risposto burbero e rozzo, poi ha prevalso la mia educazione e, come anima di fronte a Minosse, le ho confessato tutto lestamente. 

Stamani, al termine delle lezioni, un virgulto della medesima classe si frappone tra l’aula e il corridoio, mi blocca per parlarmi e, con tono ironico adolescenziale, asserisce, giustamente, che ieri sì ho parlato con la sua mamma, ma credendo di parlare con la madre di un altro suo compagno.

Insomma ho scambiato le mamme e, conseguentemente, i figli.

E quindi vi lascio immaginare il resto: voti, condotta, atteggiamento medio scolastico.

Non mi è rimasto che chiedere scusa, per interposto figlio, alla madre.

Penso che sia stato un incidente del mestiere, ma la prossima volta, non fidandomi più della mia memoria, non ometterò di chiedere all’interlocutore chi sia e per conto di chi sia venuto.

Ecco perché la signora madre si pietrificava progressivamente ad ogni parola da me proferita! Ma non avrebbe potuto controbattere, soprattutto quando ho indugiato su certi particolari del tutto estranei al figlio? 

Mistero.