Incidenti del mestiere

minosIeri mattina, pur volando frettolosamente da un’aula all’altra, perché a scuola anche i minuti del cambio di guardia sono preziosi, non mi è sfuggito che gli occhi della madre di un virgulto, assai spesso assente per malattia, rovistavano nei miei occhi alla ricerca di una risposta di assenso per un colloquio velocissimo. La donna si è avvicinata e, scusandosi per essere venuta in un momento inopportuno e fuori dalle regole, mi ha chiesto notizie sull’andamento del figlio. Dapprima ho risposto burbero e rozzo, poi ha prevalso la mia educazione e, come anima di fronte a Minosse, le ho confessato tutto lestamente. 

Stamani, al termine delle lezioni, un virgulto della medesima classe si frappone tra l’aula e il corridoio, mi blocca per parlarmi e, con tono ironico adolescenziale, asserisce, giustamente, che ieri sì ho parlato con la sua mamma, ma credendo di parlare con la madre di un altro suo compagno.

Insomma ho scambiato le mamme e, conseguentemente, i figli.

E quindi vi lascio immaginare il resto: voti, condotta, atteggiamento medio scolastico.

Non mi è rimasto che chiedere scusa, per interposto figlio, alla madre.

Penso che sia stato un incidente del mestiere, ma la prossima volta, non fidandomi più della mia memoria, non ometterò di chiedere all’interlocutore chi sia e per conto di chi sia venuto.

Ecco perché la signora madre si pietrificava progressivamente ad ogni parola da me proferita! Ma non avrebbe potuto controbattere, soprattutto quando ho indugiato su certi particolari del tutto estranei al figlio? 

Mistero.

4 thoughts on “Incidenti del mestiere

  1. Anni fa successe anche a me: avevo una supplenza su una cattedra dove avevano incastrato due ore di storia di una prima, per giunta numerosa – probabilmente la classe più numerosa della scuola, e io ho sempre avuto una pessima memoria per i nomi (che la madre dichiarò correttamente).
    Non ricordo come chiarimmo l’equivoco durante il colloquio stesso, ma temo di dover ammettere che trovavo comunque la madre così insopportabile che, per quanto mi scusassi profusamente, in cuor mio non riuscii a trovare nemmeno una briciola di senso di colpa…

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  2. @Murasaki, solitamente dopo circa 15 giorni imparo i nomi a memoria, ma se malauguratamente sbaglio la prima volta, associando il nome dell’alunno X all’alunno Z, è finita. Sbaglierò sempre.

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  3. Caro Mel non fare come me che “saluto a vuoto” ormai da tempo confidando sulla memoria d’impatto. Ma può capitare, caspita, qualche mese fa io ero convinto di trattare una vendita in Abruzzo mentre invece si trattava di una ditta omonima in Sardegna… stavo per “sforare” sulle spese di trasporto di tanto .. troppo .. per fortuna mi sono accorto all’ultimo momento. Sarei curioso di sapere cosa racconterai a quelle madri al prossimo colloquio, ma non far sconti, mi raccomando, anche se lo so che non ci penseresti comunque 🙂 Ad minchiam grande prof, per l’appunto come certi “scambi d’incontro” 🙂
    Ray

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