Turista per delega

Ad appesantire la mia settimana scolastica si è aggiunto pure il sacro sabato libero, occupato nella prima mezza giornata da un impegno piombatomi addosso per delega. Rispettoso della regola aurea numero uno del buon vivere, far fiorire dal deserto oasi, mi sono ritagliato un angolo di bellezza, già in effetti a portata d’occhio. Conosco Monreale abbastanza bene, ma è sempre piacevole girovagare per le straduzze e buttare lo sguardo ovunque; prima di raggiungere il luogo dell’impegno, la sede arcivescovile, mi sono rifornito di due pani monrealesi che, sebbene richiedano denti da cavallo, tuttavia hanno un gusto di piccole buone cose che ti riempie l’immaginario, oltre che lo stomaco. 

Poi quattro ore di concentrazione e di appunti.

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Mare, mare, mare

Il mare cristallino della costa tirrenica siciliana.

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Tramonto sullo Stretto

Qualche scatto durante il tragitto; comincio dalla parte finale: tramonto sullo Stretto di Messina.

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Rotaie multicolore 

Si consumano le ultime ore del breve soggiorno a Roma, dove c’è un angolo del mio nido familiare. Finalmente ho realizzato il sogno di viaggiare in treno dopo lunghi dodici anni dall’ultimo su rotaie; non è che sia cambiato molto da allora: il disagio della lunga percorrenza, lo spazio ristretto, ma con la possibilità di alzarsi dal proprio posto e scaricare la tensione dell’immobilità, l’inevitabile contatto con gli altri passeggeri con scambio di esperienze varie, la tolleranza delle intemperanze umane. Il viaggio d’andata è stato piacevole: accanto a me e di fronte due anziane signore gentilissime dirette in Calabria, che mi hanno più volte offerto cioccolatini e caramelle, e il quarto posto occupato da un militare napoletano in congedo, desideroso di rivedere il figlioletto di cinque anni. La mia orsitudine è perciò durata poco, a tal punto che ho letto poche pagine del mio libro compagno di viaggio. Ma, quand’anche non ci fossero stati loro, sarei stato ugualmente distratto dalla bellezza del paesaggio costiero tirrenico almeno fino a Pisciotta; alcuni binari sembrano quasi lambire il mare e, se splende il sole, ci si incanta sprofondando nel paesaggio e in pensieri belli. Non c’è spazio per altro. 

A Roma poi è continuato quotidianamente il viaggio su rotaie: tram, regionali e metropolitana. Ho visto tanta umanità mescolarsi, facce di ogni colore e costumi di ogni cultura. 

Anche la delinquenza spicciola ha mostrato il suo volto multicolore. Tre piccoli rom hanno scippato un tedesco, a sua volta avvertito del furto da un asiatico. Il vecchio tedesco ha cominciato a gridare “polizei, polizei”, afferrando per un braccio il ladruncolo e trascinandolo a forza fuori dal vagone; poi sono intervenuti i militari, che si sono occupati del caso. Una piccola brutta parentesi in questa oasi di vacanza romana.

Domani il lungo, estenuante ritorno, ma sono contento. 

Doni

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La fatica di oggi a scuola(primini frementi come api, aula dardeggiata da malefici raggi solari con temperatura oscillante fra i 30° e i 32°)è stata immane; poi si giunge a casa, suona il campanello(è un corriere), apponi una firma per consegna e giocondamente apri il pacco e vi scopri dei doni graditissimi, che azzerano la stanchezza e mutano il destino di un pomeriggio di aprile, votato alla correzione delle versioni di latino.

Ma che versioni! Domani è un altro giorno.

Oggi pomeriggio mi dedicherò intero a spulciarmi, pagina dopo pagina, i libri che la mia amica Ornella mi ha regalato. Assecondando la mia passione sfegatata per i vecchi libri della vecchia scuola elementare(vecchi si fa per dire, eh!), Ornella ha sottratto a se stessa dei gioielli che conservava gelosamente e me li ha donati; si tratta di pregiati libri di lettura, a firma di Alfio Zoi ed Elisabetta Lageder degli anni ’80, e di un sussidiario della Garzanti del 1969, che profumano gradevolmente di antico

Nessuna forma di ringraziamento può rendere il senso di gratitudine che provo per Ornella. Non so quanti chilometri ci separino, eppure ci siamo ritrovati sodali nell’apprezzare la bellezza, la gratuità, l’humanitas che ci accomuna, le chiacchiere sulla quotidianità, i pensieri e le opinioni su ciò che conta davvero nella vita. Senza maschere e infingimenti, senza pose intellettualistiche pre-costruite e senza superbia. Con fiducia, tatto e garbatezza. Merce rara di questi tempi a tutti i livelli. Nel reale come nel virtuale.

Prosit, Ornella!