Il soldato innamorato e l’antieroe

Ai miei tempi liceali, negli anni ’80, neanche minimamente mi sarebbe passato per la testa di affrontare nello scritto d’italiano il tema dell’omosessualità, ma i tempi sono cambiati e oggi gli studenti sono moderatamente disinibiti. E anche dolcemente ingenui.

Qualche settimana fa, anche per testare negli studenti il grado di ruminazione\metabolizzazione  delle lezioni di epica, in aggiunta alle classiche interrogazioni, ho proposto delle tracce di temi di genere epico-fantasy; in una si chiedeva allo studente di fingersi eroe greco o troiano, narratore interno, e di raccontare, a scelta, alcuni episodi, applicando le tecniche narrative studiate.

Nel complesso gli studenti hanno prodotto dei temi accettabili, ma due hanno attirato la mia attenzione, meritando un voto oltre la sufficienza. 

In un elaborato si racconta dell’innamoramento di un artigiano greco perdutamente cotto di Achille; collateralmente alle scene belliche, il narratore protagonista indugia ampiamente sull’inquietudine del suo cuore che batte per Achille e sulle pulsioni fisiche per la bellezza virile del corpo di questi.

Null’altro elaborato l’eroe-narratore ha scomodato dall’Elicona la musa Clio, chiamata a ricostruire cantando gli eventi storici, sui quali però trionfa l’amore di un soldato greco che, per amore, rinuncia nel bel mezzo della guerra al combattimento e sceglie di fuggire con la sua donna, contravvenendo alle regole dell’eroismo e dell’onore.

Sono rimasto di stucco per la bravura dei due studenti e piacevolmente divertito dalla correzione dei temi. Una strada da battere più spesso di quanto io sia solito fare: dare più spazio alla sensibilità degli studenti.

5 thoughts on “Il soldato innamorato e l’antieroe

  1. Che bei punti di vista, Mel. E che bella idea. Hai ragione, anche io mi trovo spesso piacevolmente colpita quando mi ricordo di battere strade lievemente più inconsuete. Ricordo ancora un tema davvero notevole su Gertrude scritto da Corto Maltese, in risposta a una traccia in cui chiedevo loro di proseguire oltre la reticenza manzoniana. Mi sa che ti imiterò replicando con qualcosa del genere per l’ultimo tema, tanto coi Mowgli siamo in tema di Odissea!

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  2. Mi fa piacere, Povna. La letteratura dovrebbe consentire ai ragazzi anche di trovare in essa la vita che pulsa, batte, soffre, ride, riflette con noi e per noi. Sto lavorando innanzitutto su me stesso per scrostare dalla corazza qualche tenace residuo dello storicismo e del formalismo(e chi più ne ha più ne metta), che non rinnego però. Sto tentando il percorso inverso: dalla letteratura-vita alle etichette-croste. Lungo e accidentato itinerario.

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  3. E’ un ottima idea, purtroppo non utilizzata spesso alle superiori. Ricordo un tema in cui dovevamo immaginare la storia di Pia de’ Tolomei, che piacque molto (peraltro lo feci malissimo perché non seppi calcolare i tempi ma vabbeh, succede). Al nostro professore questo tipo di tracce piacevano ^__^

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  4. personalmente lo percepisco come un modo di aggiungere possibilità di maggiore sviluppo ed interscambio fra i convenuti al “nuovo rito” . Eroi ed antieroi, ottima fantasia, nel complesso, tutta un ottima idea. Chissà in quanti ci saremmo divertiti, al posto dei tuoi ragazzi 🙂
    Ray

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