Immaturità di stato

Stamani si è insediata la Commissione nella quale lavorerò fino alla prima decade di luglio. Nulla di nuovo sotto il sole. Lo sdegno dei giorni passati in qualche modo si era annacquato per via anche dei giorni di riposo, ma si è nuovamente manifestato puntuale, come in tutte le occasioni di insediamento di commissione. A me dispiace dirlo, ma sono scontento. Nulla di nuovo sotto il sole. Tanto per cambiare sono stato nominato segretario verbalizzante di una delle due classi, fortunatamente la migliore.

Un breve quadretto.

Il presidente inneggia alla legalità, di fatto è un corruttore-manipolatore di primo stampo. Dovrò inoltre interagire con colleghi, la cui professionalità è sotto i tacchi delle scarpe. Un docente di fresca immissione, che non è né carne né pesce, è da destinare immediatamente alla categoria degli ignavi danteschi; l’altra esterna, la collega di lingua straniera, è una malata di griglie. Io e il presidente abbiamo dovuto spiegarle passo passo come funzioni una griglia di valutazione, come funzionino i pesi da attribuire agli indicatori e come i descrittori declinati si aggrumino in voti da attribuire alle prove. L’essere più spregevole, che mi ha fatto letteralmente schifo, è uno dei commissari interni, che è anche un politico attivo. Costui ha disseminato il suo linguaggio politico-burocratese  stomachevole in ogni occasione di confronto; avrò modo in questi giorni di rintuzzare a dovere le sue affermazioni. Costui ha spiegato la differenza fra giustizia e legalità,  sostenendo che la legalità sia una cosa,  la giustizia un’altra,  per cui ritiene che sia necessario agire secondo giustizia, non rispettando, se è il caso, la legalità. Infine ci sono le altre tre interne,  la cui unica preoccupazione è quella di fare da mamme ai candidati.

Oggi, come non mai, ho ripetutamente e ostentatamente guardato l’orologio e, quando alle 13:00 è terminata la seduta,  ho esultato dentro di me.

Domani si continuerà a friggere altra aria.

 

11 thoughts on “Immaturità di stato

  1. Notevole l’idea di agire “contro la legalità” in un esame di stato, dichiarandolo pure tra i principi di partenza, con la fantomatica pretesa di muoversi “secondo giustizia”. Tra l’altro mi agghiaccia pensare che c’è gente in possesso di una laurea che sembra ignorare come ogni legge legata agli esami abbia sempre dei bei margini di interpretazione, se letta con cura, perché la valutazione del docente non si discute. Buon lavoro, Mel, e ricordati le medicine per il fegato, ché temo ti serviranno!

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  2. Giustizia e legalità non sono strettamente sinonimi, ma dovrebbero “marciare” uniti verso l’unico obiettivo di agire in base alle regole… ma forse mi sbaglio. In questi momenti di grande apertura non mi meraviglierei di vedere l’agnello condannato perché con le sue risposte troppo sincere ha costretto il lupo ad azzannarlo alla gola procurandogli un devastante senso di colpa. Da cui per i teneri lupacchiotti potrebbero derivare danni psicofisici gravi .

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  3. A parte la mia visione leggermente apocalittica, mi unisco all’augurio di Murasaki. Buon lavoro, Mel, e chissà che la situazione migliori quando entreranno in campo gli studenti!

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  4. Giustizia e legalità possono essere sinonimi o meno dipendendo da chi li applica. Quindi si può essere giusti applicando le regole, e ingiusti forzando l’applicazione delle stesse a vantaggio di terzi. Buon lavoro, mantenendo, se possibile, la calma

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  5. @Murasaki, faccio mie le tue raccomandazioni, devo ammettere che i primi due giorni sono stati tremendi, pensa che mi sono chiuso in una sorta di silenzio, che ha escluso tutti dalla relazione con me. Adesso va meglio, ma il principio generale è parlare poco.

    @ Ornella, non pensare che la mia visione sia meno apocalittica della tua, penso, come te, che legalità e giustizia, sebbene non sinonimi, debbano comunque dialogare, ma è inaccettabile l’affermazione del collega.

    @Iome, grazie per l’augurio, tenterò di stare calmo, ma temo le mie eruzioni vulcaniche.

    @Roce, pare che sia una sorta di maledizione che colpisce non più soltanto le quotidiane pareti scolastiche, ma anche gli esami di Stato; buon lavoro, mi pare che tu sia impegnata, o mi sbaglio?

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  6. caro mel mi permetto, da estranea del mondo della scuola, di dire due parole… a parte che mi è noto il detto latino “non omnes quod licet honestum est”, leggere questo post mi ha fatto venire in mente il film PHILADELPHIA con Tom Hanks, quando costui – avvocato – dice: io faccio l’avvocato per quel MOMENTO MAGICO in cui la legge coincide con la giustizia e la giustizia coincide con la verità! (tre cose che di solito non vanno a braccetto)

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