Bianco e merigold

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Per la serie volersi bene anche d’estate ho deciso di far pittare pareti e soffitto del mio studio; vi medito su da un anno e sono trascorsi ben sedici anni dall’ultima volta. È stato un laborioso travaglio mentale, che a parto imminente si nutre di un compromesso con me stesso: le librerie rimarranno al loro posto insieme ai libri e durante i lavori saranno ricoperte da teli impermeabili. Le pareti nascoste dalle librerie resteranno esattamente come sedici anni fa, smontarle e spostarle equivarrebbe a un massacro fisico. Certamente questa scelta saggia collide con il mio essere preciso e pulito, ma non trovo altra soluzione veloce immediata. Il rischio è di far passare un altro anno. Quindi approfitto di questa illuminazione temporanea.

Da oggi pomeriggio mi sono messo al lavoro: ho eliminato il troppo(riviste didattiche e fotocopie di prototipi di compiti)e inscatolato testi scolastici, a cui sono legato affettivamente, ma che non consulterò più. Avrei potuto mandarli al macero, ma non ci riesco. 

Nel soqquadro generale sono spuntati quadernoni di appunti scritti a mano, a macchina e tantissime fotografie, di me bambino, adolescente, laureato, diari personali, pensieri disseminati su vecchi quadernetti e a questo punto un bel groppo alla gola. Come sono cambiato! Quanta innocenza! Quanti sorrisi spontanei! Cose che non torneranno mai più. Ad un certo punto ho riposto il tutto, onde evitare di farmi catturare dalla tristezza e dal rimpianto di ciò che non fu e che sarebbe potuto essere.

Si vive qui, ora, nel presente, semmai in prospettiva. Perciò, cacciata la nebbia dei ricordi, ho contattato l’imbianchino e concordato tempi, modalità e costo dei lavori. Avrò circa una settimana di tempo per continuare il repulisti e riorganizzare mentalmente la sistemazione di mobili e scrivania.

Ho scelto due colori: il bianco(dominante)e un giallo merigold per le pareti più strette.

Un po’ di colore caloroso non guasta proprio. 

12 thoughts on “Bianco e merigold

  1. È impossibile non commuoversi quando da un cassetto profondo riemerge una immagine di noi stessi che avevamo scordato. Ma hai ragione, si vive in prospettiva, e il futuro, per quanto grigio appaia, merita il nostro impegno e la nostra dedizione. E cosa c’è di meglio di un giallo dorato per scuotere l’indifferenza e far splendere l’ottimismo? Ottima scelta, caro Melchisedec! 😀

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  2. Esatto, Ornella. Impegno e dedizione alla vita, comunque sia. A ricordarcelo è la morte che, come affermava Seneca, è dietro di noi: se sprechiamo il tempo nel circo della vanità dell’io, siamo già morti. 🙂
    Grazie!

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  3. Ogni tanto ci vuole proprio una bella ripulita. Quando lo faccio a casa mia non immagini quante cose ritrovo… quanti ricordi…e quanto vecchiume da buttare via. Buon lavoro e buonanotte Mel

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  4. @E sarebbe ancora meglio, Ornella, trovare il coraggio di bruciare il contenuto di quei cassetti, così da vivere senza memoria. 😐

    @Appunto, Murasaki, lavoro in prospettiva. 🙂 Che meraviglia! Ancora non ho terminato, ma già si respira un’altra aria nello studio.

    @E non è finita, Alidada. Devo buttare alcune cosette e altre donarle. 🙂

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  5. Quando sono andata in pensione ho passato il mese di settembre a svuotare l’armadio: avevo persino un registro di 30 anni prima che, non so perché, era rimasto in mano mia!!!!! :-0
    Mi è costato liberarmi degli elenchi di titoli di temi, di prove di letteratura…

    All’inizio agivo a occhi chiusi e gettavo con un rimpianto terribile, poi, presa la mano, ho iniziato a buttare meccanicamente, svuotando ripiani. Poi sono passata al Mac e via a cancellare cartelle su cartelle come una forsennata!
    Adesso l’armadio è di nuovo zeppo e non so dire perché e di che cosa e il Mac incasinato di altro…
    Praticamente una condanna a vita!!!! 😉

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  6. Ti consiglio di non liberarti di foto, libri e oggetti significativi del tuo passato: ora ti fa male vederli, ma forse verrà un giorno in cui avrai fatto pace anche con quello che ora ti turba ancora. E i libri di scuola non mandarli al macero, piuttosto donali, a biblioteche, ospedali pediatrici, carceri. Un caro saluto.

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  7. Ragionavo tra me che spesso ci si ritrova in casi come questi a valutare quale sia l’effettiva valenza del “reperto” in modo di poter effettuare opportune cernite senza perdere ciò che potrebbe in un futuro servire, e tutto quanto presumiamo che stia troppo a cuore per disfarcene. Scelte a volte ardue, come quelle delle pitture, ma che se effettuate con oculatezza non portano a rimpianti di genere. Vedo bene l’accostamento tra bianco e “merigold” sia a garantire buona luce che a garantire quel necessario tocco di classicismo adeguato alla destinazione propria dello studio. Ben fatto Prof!
    Ray

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  8. @Ray, se avessi altro spazio, non esiterei a tenere con me più di un “reperto”, ma purtroppo non è così, quindi devo continuare ad eliminare il “vano” e il “troppo”.
    Per il colore…spero che la resa sia corrispondente alle aspettative.
    Abbracci a te! 😆

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