Disperati in servizio

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Estremamente a margine, quasi sommessamente(e per rispetto delle vittime del terremoto e per gli incolumi scampati ai sussulti della terra)si chiede, chi conserva ancora un’idea vaga di cosa significhi rispetto umano, come sia possibile che i responsabili dei centralini delle chiamate d’emergenza(118, 113, 115, etc.) forniscano alle testate giornalistiche le registrazioni delle voci disperate dei tanti disperati, che solo per un caso fortuito sono riusciti a chiamare gli aiuti per mezzo del telefono probabilmente poco prima di sparire sotto i cumuli di macerie, polvere e buio.

Proprio con queste voci disperate ha esordito il primo servizio di uno dei telegiornali del biscione. E non credo sarà l’ultimo.

Nessuna pietà. Tutto fa brodo.

11 thoughts on “Disperati in servizio

  1. ci sono sciacalli … e “sciacalli” … alla giornalista di Rai News 24 che stava tempestando di domande inutili che le erano state imbeccate, (almeno credo) il sindaco di Amatrice, in diretta alle 4 e qualcosa del mattino del disastro, persino con troppa educazione.. le ha risposto con voce ferma …più o meno “di queste cose ne possiamo parlare dopo, è buio e da quello che capisco la città non c’è più..liberate le strade e mandate subito i soccorsi .. da soli non ce la facciamo” …
    Stop … non serviva altro, al momento..
    ray

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  2. @Alidada, per me è stato un caso ascoltare quel tg. Di solito non rubo tempo alla mia vita per ascoltare certe sparate. Un po’ ovunque si indugia su certi aspetti melodrammatici, o meglio propongono una visione melodrammatica.

    @Ray, è vero, precedenza al necessario!

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    • certo Mel! Io volevo dire che se nessuno di noi li guardasse MAI alla fine si dovrebbero dare una regolatina. Non è possibile guardare notiziari che mettono le musichette strappalacrime in sottofondo, parlando di stupri e violenze (tanto per dirne una…)

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  3. Il biscione e i suoi telegiornali hanno sempre avuto un certo amore per questo tipo di sciacallaggio, en suppongo che chi lavora lì abbia imparato a suon di gratifiche e incoraggiamenti a lavorare in quel modo. Ma almeno si tratta di privati che lavorano per privati. Rendere pubblici quei messaggi mi sembra inconcepibile.
    D’accordo, il dovere della cronaca e il diritto all’informazione. C’è un intero terremoto a vostra disposizione, per cronacare e informare. Non vi basta?

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  4. Ho condiviso il post sulla mia pagina di Facebook. Il biscione si è distinto, ma Rai uno non è stata da meno. Ieri sera alle nove e mezza quarto è stato il turno di Bruno Vespa, immagino con i suoi ospiti illustri, di sviscerare e descrivere e ribadire e insinuare e raccogliere “testminianze”. Subito prima abbiamo degustato techetechetè, trasmissione di revival musicale, che ha esordito con Iva Zanicchi che cantava il Padre Nostro, mentre scorrevano le immagini delle persone portate via in barella. Mioddio, in che brutto mondo che ci tocca vivere…. pensare che in altri tempi in caso di lutto nazionale si sospendevano le trasmissioni regolari e si ascoltava musica classica.

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  5. Un certo voyerismo caratterizza da un bel po’ di tempo la nostra televisione, e non solo in occasione dei terremoti (io rimango sempre basita quando l’ennesimo giornalista all’ennesimo genitore che ha perso un figlio chiede: “Cosa prova?” o, peggio, se è rimasto vittima di qualcuno: “Perdona l’assassino?”.) La voglia di vedere e sentire il dolore (altrui) forse ci rassicura e ci fa pensare al nostro scampato pericolo.. Terribile, ma vero.

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  6. Ho seguito le varie dirette di Sky e de La 7…Ora la sera ci guardiamo qualche film registrato.
    Domande incalzanti a coloro che lavoravano alacremente, riguardanti il numero presunto dei morti ancora sepolti…Ma dove siamo, alla Lotteria?
    E le domande inopportune già citate anche qui, nei commenti…?
    E la pubblicità che arriva immediatamente dopo una scena strappalacrime?

    D’accordo fare “dirette” o “maratone” televisive, ma se si devono trasformare in una sagra del dolore a uso e consumo dell’audience, io lo trovo inopportuno e scandaloso!

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  7. Per non parlare dei quotidiani “online”. Uno cerca notizie, aggiornamenti, e deve destreggiarsi tra video strappalacrime, servizi strabordanti di patetismo, interviste impietose ai sopravvissuti (“Cosa prova in questo momento?”…!!!), morbosità a mille. Alla faccia della pietas, che richiederebbe sobrietà e rispetto. Un vero e proprio sciacallaggio alla ricerca dell’audience.

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  8. Eppure vi dirò che proprio oggi, per caso, ho seguito un episodio del cartone animato American dad su Italia uno: la giovane Hayley vuole diventare giornalista e divulgare notizie importanti come quella sull’Isola dei Rifiuti, una gigantesca massa di spazzatura grande come un continente che galleggia nell’Oceano Pacifico. Viene assunta da una tv locale, ma scopre che il capo e’ Roger, sotto le mentite spoglie di tale Genevieve Vavance, conduttrice del programma di approfondimento Notiziando, su una tv satellitare locale. Roger e’ cinico e spietato e quando Hayley, pur di fare il suo servizio giornalistico, inscena la sparizione di suo fratello Steve, Roger ci si tuffa e costruisce un caso mediatico. Stan e Francine vengono arrestati per l’omicidio di Steve e il caso si complica. Hayley, pero’, ottiene la sua chance di parlare dell’isola dei rifiuti… ma al momento della diretta, la sua coscienza le impedisce di continuare nella finzione. Nel finale, al ritorno a casa di Steve con tanto di diretta, i due fratelli confessano la verita’ e Roger-Genevieve viene cacciata dal pubblico inferocito.
    Una catena di strumentalizzazioni molto istruttiva.
    Da seguire questo cartone animato.

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