Si limbeggia

inferno_dante

Avevo promesso a me stesso(e meno male che me lo sono tenuto in serbo, senza dichiararlo qui)che il dicembre bloggaro sarebbe stato fitto di post, ma l’urgenza della vita quotidiana ha preso il sopravvento su quella che si è palesata come pura velleità. E perciò mi sono perso un post su uno spettacolo teatrale dedicato a Felicia Bartolotta, la madre di Peppino Impastato, uno sul referendum, personalissimo, un po’ di fotografie prenatalizie e alcuni, immancabili, sulla scuola o intorno al suo universo.

Non so succeda anche agli altri proprietari di blog: i nuclei d’interesse che sedimentano per troppi giorni nella testa, senza che divengano parole in post, perdono d’attrattiva proprio nella testa di chi, per poco tempo, li ha ritenuti degni di scrittura. 

Mi auguro che questo limbo sia temporaneo.

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cultura
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6 risposte a Si limbeggia

  1. Ilaria ha detto:

    Il post sul referendum mi sarebbe piaciuto leggerlo. Sì, il fenomeno descritto capita anche a me (inclusi i tempi in cui “bloggavo” con grande ardore); mi viene in mente quando in “On writing”, Stephen King dice che idee per romanzi che, al loro apparire nella sua mente, gli sembravano meravigliose, poi, se non impiegate subito, finivano per “sgonfiarsi” fino a restare serenamente non utilizzate, e che alla fine va bene così.

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  2. ornella ha detto:

    Avrei letto volentieri anch’io il tuo parere sull’esito referendario, ma pure quello a commento dello spettacolo teatrale. Il Limbo di per sé è luogo temporaneo, perciò noi si attende con fiducia il tuo ritorno alle sudate carte…

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  3. ildiariodimurasaki ha detto:

    Per la sua specifica struttura di diario di dama hejan i miei post di solito sono svincolati da un momento cronologico preciso, anzi un maggior tempo di elaborazione di solito li migliora – o almeno così mi illudo. Fanno eccezione i post di commemorazione (che quest’anno sono stati un numero esorbitante), che spesso restano infatti nel limbo e passano a un qualche anno successivo.
    Detto questo: anch’io vorrei molto leggere il tuo post sul referendum (che secondo me resterà un tema di stretta attualità almeno per i prossimi sei mesi, quindi non ha problemi di scadenza) e le foto prenatalizie mi sembrano perfettamente a tempo.
    Ma soprattutto vorrei sapere come si fanno a fotografare le candele accese senza che la
    luce spari!

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  4. dolcezze di mamma ha detto:

    Capita lo stesso ai post “buttati giù” e non pubblicati subito. Ad una seconda lettura sembrano inutili e restano lì,nel limbo della bozza, almeno da me.

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  5. … da ormai più di un decennio… a volte si ritorna a “quei post abortiti e poi intimamente conservati con dolcezza” – ma quasi mai poi pubblicati – …per paura di imperfezioni, logiche, metriche, sintattiche, o solo per aver perso il giusto spunto al momento dell’idea “sorgente” (e una matita con un taccuino.. nel taschino)
    Ad minchiam caro Prof
    Ray “versione moviola” 🙂

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  6. melchisedec ha detto:

    Rispondo a tutti con un unico commento. Far sedimentare i post permette di migliorarli dal punto di vista della forma e della chiarezza espositiva soprattutto, anche se nessuno impedisce di arricchirli nel contenuto e nell’argomentazione, ne sono convinto. Talvolta, se non spesso, qui, nel blog, la scrittura nasce da occasioni concrete che, nel momento di massimo coinvolgimento di chi c’è dentro, spingono lo scrivente a lasciarsi catturare dalla digitazione, poi, scemato il fuoco, rimane cenere che si disperde al vento dell’insignificanza.
    Grazie per i vostri contributi.

    @Murasaki, prova ad avvicinarti per gradi e con lentezza alla fonte della luce, facendo in modo che l’obiettivo della macchina fotografica o dello smartphone si abitui all’intensità violenta della luce; poi potrai scattare. Una sola prova può non bastare. 😂

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