George

Non so chi tu sia stato veramente, non so nulla della tua spiritualità, anche se, a dire il vero, hai sempre dato l’impressione di coltivare la corporeità. Ti piangeranno realmente gli affetti tuoi intimi, a loro mancherai davvero. Tu, invece, con la tua musica resterai sempre con noi. Muori e spazzi via un pezzo della mia giovinezza leggera, le corse di sabato in autostrada per raggiungere la Discoteca e poi il ritorno sonnolento e rischioso, mentre il doppio alcolico evaporava nel torpore delle membra. Le serate nei pub, le amicizie fiorite, quelle appassite, volti intravisti, frugati, cercati. Eri un apripista e lo sei stato anche per il mio sentire più profondo. Ciao, George! Ti ricordo così…

Ho dovuto eliminare i video per timore di qualche virus, che sta comportando la formattazione di uno dei miei PC. Mi scuso pertanto per il post senza più coda musicale. 😂

 

 

 

 

 

7 pensieri su “George

  1. Non ho mai approfondito il testo di Jesus to a child perchè ho sempre voluto pensare che dietro una canzone così bella ci fosse qualcosa di così profondo da non richiedere ulteriori spiegazioni.
    Non so se fosse una persona spirituale, di sicuro aveva una sensibilità non comune in un ambiente difficile come quello della musica pop.
    In ogni modo, un pezzo della nostra gioventù che ci lascia, ma di certo non ci lasceranno le sue canzoni.

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  2. Non ho conosciuto molto questo cantante che invece ascoltavano spesso i miei figli.. ai miei tempi andavano di moda i cantautori come De Gregori, Guccini, Venditti.. Ho ascoltato le canzoni che hai messo qui, sono molto belle.
    p.s. mentre ascoltavo curiosavo un po’ tra le tue cose e mi sono stupita di ritrovare la cara Blue tra i link…quanto mi manca 😦

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  3. E’ sempre emozionante constatare quanto spesso la musica sia legata a ricordi incancellabili della nostra vita. Con questo post lo hai espresso benissimo. Riguardo al cantante in questione, quasi non lo conosco (a parte alcune canzoni famosissime che avrò spesso ascoltato come sottofondo involontario), però sono andata ad ascoltare il brano citato nei commenti ed è davvero bello. L’incipit del tuo post ha un che di umoristico… anche se l’intenzione non era quella.

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  4. @Murasaki, volenti o nolenti ti rimangono fisse nella memoria uditiva.

    @Anch’io non lo so, Kappadue. Ma basta la musica, no?

    @Un po’ di pop straniero non guasta, Alidada. Certamente i tuoi figli devono conoscerlo, considerata la loro età (su per giù lo deduco dalle foto).
    Non ho voluto togliere il link di Blue sia perché il blog non è stato cancellato (per fortuna!), sia perché contiene contenuti pregevoli.

    @In fondo, Ilaria, conosciamo davvero l’essere più profondo degli artisti? A primo acchito George Michael sembra puntare sulla corporeità come espressione di sé, ma poi si impone la voce. Il mio post è eccessivamente intimo. Quasi mi rammarico di averlo scritto. Oramai è tardi.

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  5. Mi accorgo di avere un “buco” nei confronti degli artisti anni ’80 – ’90….
    Forse avevo le due bimbe piccole e tra pappe, nido e scuola (mia) ho trascurato il genere…
    A parte i cantautori della mia generazione, ascoltavo Rolling Stones, Pink Floyd, Led Zeppelin.
    Poi un’indigestione di Guns & Roses, Nirvana, Metallica, Sting, perché li ascoltavano le mie figlie e infine i Dire Straits perché me li hanno fatti conoscere gli studenti…
    Mi sono mancati Bowie, George Michael, Paul Young….non so perché!!

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