Correttivi

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La buona scuola, a circa un anno e mezzo dall’entrata in vigore, palesa i segni delle sue prime escrescenze tumorali che, se nelle more non avranno già condotto la scuola italiana alla morte, la costringeranno comunque, prima o poi, a sottoporsi a massicce cure di ricostituenti correttivi, a meno che non la si voglia mantenere nell’attuale stato vegetativo di sopravvivenza, che penalizza le nostre giovani generazioni. 

La formazione degli insegnanti 

Sono ormai pochi i docenti, che effettuano settimanalmente le canoniche diciotto ore. La maggior parte delle agenzie formative, infatti, offre i propri prodotti didattici in orario antimeridiano, perciò ciascun docente, forte dei propri diritti stabiliti dal contratto, può richiedere fino a 5 giorni per attività di aggiornamento; se, invece, l’offerta cade nel pomeriggio, ne risentono le 40 ore(+40)delle attività funzionali all’insegnamento. Un condizionamento non marginale sulla formazione e sulla presenza fattiva a scuola gioca pure l’impegno economico: una parte o l’intero del bonus possono essere infatti spesi dal docente per la formazione, quindi quale stolto dirigente può costringere l’insegnante a rimanere a scuola, se questi ha pagato un corso? Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente sulla vita culturale di una classe che non solo vede diminuite le ore effettive di lavoro con l’insegnante, ma è costretta a comprimere, semplificare, tagliare e banalizzare quel minimo di conoscenze-competenze-abilità deputate all’istituzione stessa. Non ultimo il business intorno a cui ruotano pianeti e satelliti accreditati.

 

L’alternanza scuola-lavoro

Il business riguarda quasi interamente l’alternanza scuola-lavoro. Molti hanno già evidenziato i limiti sul piano formativo per gli studenti(soprattutto dei licei); tale norma li costringe ad erodere tempo allo studio personale, ma l’aspetto disdicevole riguarda il fatto che alcuni stage presso enti vari, che tra l’altro non offrono opportunità di conoscenza del mondo del lavoro(si tratta in realtà di associazioni per lo più)sono a totale carico oneroso per le famiglie, costrette in qualche modo a sborsare quattrini, pur di permettere ai figli di accumulare ore di alternanza . Ora non è mia intenzione generalizzare estendendo a tutto il territorio nazionale la mia frettolosa disamina, ma le scuole di cui ho notizia ed esperienza presentano un siffatto quadro pietoso. 

Voglio confidare in un moto di saggezza da parte dei legislatori, in modo tale che possano essere approntati i necessari correttivi ad un sistema che mi pare faccia acqua da tutte le parti, o quasi. 

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Alidada
    Gen 14, 2017 @ 00:36:39

    tu dillo a me che alle medie appena manca un docente i ragazzi si dividono nelle altre classi e così raggiungiamo anche i 35 adolescenti per volta! Un delirio!

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  2. ornella
    Gen 14, 2017 @ 15:12:24

    Non dovrei partecipare alla discussione, dato che ho lasciato il servizio attivo. Però parecchi dei mali che vengono evidenziati erano già presenti ancora prima della “buona scuola”di Renzi, almeno in germe, da quando l’istituzione educativa si è trasformata in azienda, i discenti in utenti, il legame/collaborazione con il territorio è diventato obbligatorio, cosicché non erano più le altre figure istituzionali a “servire” la scuola, bensì l’esatto contrario. A ciò si è aggiunta l’estinzione della figura del supplente, ruolo che serviva in modo eccellente a preparare sul campo le nuove generazioni di insegnanti. Ora si preferisce un aggiornamento teorico, magari condotto da eccellenti pedagogisti che mai videro una classe intera di bimbetti urlanti, e molto redditizio per figure professionali affermate. Infatti gli stipendi dovuti a eventuali supplenti si risparmiano, caricando pesi onerosi sulle spalle dei docenti. Negli ultimi anni di lavoro nel cosiddetto modulo (tre insegnanti su due classi) , che prevedeva nell’orario almeno tre ore di contemporaneità per attività di recupero, laboratori e simili, non ci fu volta che io riuscissi a lavorare nella mia classe: la bidella ( sottolineo, la bidella) , al mio ingresso nell’edificio scolastico, mi dirigeva verso l’aula dove ero destinata alla “supplenza”. E dell’apprendimento dei bimbetti, nonché del loro benessere psicologico, bene , a nessuno è mai importato ‘na beata…..
    Dell’alternanza scuola lavoro nei licei non dico nulla perché Melchisedec sa già cosa ne penso.

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  3. Ilaria
    Gen 15, 2017 @ 11:59:01

    A me riguarda soprattutto il settore 0-6… sono appena usciti i decreti attuativi, vediamo. Però concordo con Ornella sul fatto che certe distorsioni esistessero già da molto prima.

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  4. ljac48
    Gen 16, 2017 @ 00:05:39

    Anch’io mi astengo da commenti su una materia che conosco ormai troppo poco.
    Manco da 8 anni e le mie figlie hanno terminato l’Università da altrettanti, se non di più.
    Il nipotino è troppo piccino e frequenterà la Scuola spagnola….( di cui non so un fico secco!!!). Suo padre ( che si è laureato a Barcellona) sostiene che è pessima…..rispetto a quel che gli pare quella italiana, il che è tutto dire! 🙂
    Comunque, tornando a noi, anch’io come Ornella confermo che i guai della nostra Scuola affondano radici in un passato ormai remoto.
    A mia memoria non ricordo una Riforma, dall’anno ’70 in poi, che non fosse accompagnata da scioperi e occupazioni di aule da parte degli studenti, con annesse attività alternative, seminari e di tutto e di più.
    Novembre era il mese deputato…
    Cadevano le foglie e arrivavano le occupazioni. Allora usava così…

    Non voglio banalizzare, ma voglio sottolineare come il mettere mano alla Riforma della Scuola sia un’impresa a dir poco titanica, che non può non scontentare…

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    • ornella
      Gen 20, 2017 @ 13:23:23

      È una impresa titanica soprattutto perché non si hanno le idee chiare su cosa sia e cosa debba fare la Scuola. O meglio, invece di tutelare gli interessi dei discenti e la loro crescita, si vuole soddisfare interessi politici, economici, e , da sempre, ideologici. Chè pure il vecchio Gentile aveva la sua filosofia, forse discutibile, ma guarda caso la Scuola come l’aveva disegnata lui almeno qualche risultato l’ha dato.

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  5. melchisedec
    Gen 16, 2017 @ 19:59:57

    Diciamo che si tratta di una china discendente a più riprese, ora lenta, ora veloce. La 107 ha legittimato il tutto.

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