Gallismo Civico

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Questa non è una foto “artistica”, ammesso che io ne pubblichi, ma reale. Ritrae l’ingresso in una hall. Quale? Non di un elegante albergo nella città di Palermo, ma del nuovo polo oncologico dell’ospedale Civico, polo che raggruppa una serie di reparti di chirurgia, in uno dei quali è stato ricoverato un mio caro parente. Questo non è un post di denuncia di malasanità, ma di gallismo siciliano della peggiore specie. In detta hall, nelle lunghe attese dell’ora della visita ai malati, ho potuto osservare il comportamento non sempre corretto dei portieri nei confronti di uomini, anziani, sprovveduti, vecchiette imbellettate et similia, ai quali era categoricamente vietato l’accesso ai reparti nelle fasce orarie non consentite(nonostante certe richieste di infrangere le regole potessero avere una certa giustificazione diciamo umanitaria), mentre i medesimi custodi andavano in solluchero ed erano conseguentemente pronti a trasgredirle nel caso si fosse epifanizzata ai loro lumi un essere umano di sesso femminile, procace e succintamente abbigliata, che con poche moine riusciva a superare il varco e ad accedere ad uno dei reparti.

Che dire?

Mi sono sentito offeso nella mia dignità di parente di un congiunto ammalato e di quelli che, come me, sono stati irremovibilmente bloccati all’entrata o addirittura inseguiti su per le scale, perché facessero marcia indietro.

In quel contesto non sono andato oltre per rispetto nei confronti del parente ricoverato e dei medici professionisti, ma qui, nel blog, non ho potuto e non posso tacere e una pietruzza di protesta la lancio qui nell’oceano della rete. 

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cultura
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9 risposte a Gallismo Civico

  1. Alidada ha detto:

    Hai ragione mio caro Mel, non si possono tollerare simili atteggiamenti! E che dire di coloro che si accaparrano delle priorità nelle liste di attesa per le analisi o i ricoveri solo perché sono amici dei cugini dei cognati dei suddetti portieri… 😦 Inammissibile! Auguri per la salute del tuo parente e un caro saluto a te

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  2. melchisedec ha detto:

    Piaghe sempre vive, Alidada.
    Grazie! 😁

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  3. Purtroppo ho la sensazione che si tratti di comune malcostume italico, e non solo a favore di signorine imbellettate, ma anche per “potenti” “duchi conti” o noti “arricchiti”. E naturalmente a chi serve davvero un “fuori orario” non è sempre semplice trovare un accordo… dipende come sempre dalla ragionevolezza di chi può concedere l’una tantum per la “gente comune”. Che tra l’altro pensavo .. ormai non ha più nemmeno voglia o forza di offendersi …
    In bocca al lupo per tuo caro, professore.
    Ray

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  4. melchisedec ha detto:

    @Sicuramente, Ray. Il fatto è che l’imbellettamento non passa inosservato.
    Grazie, caro! 🙂

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  5. Ilaria ha detto:

    Non ho parole, mi dispiace. Ma poi cosa gliene viene a questi custodi nel comportarsi così? Nulla! In bocca al lupo per il tuo parente.

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  6. kappadue72 ha detto:

    Indegno da parte dei portieri fare disparità di trattamento, ma sicuramente riprovevole usare armi improprie per ottenere un favore.

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  7. albaplena ha detto:

    ilaria chiede “cosa gliene viene a questi custodi”, io una spiegazione ce l’ho: fare l’usciere e non solo all’ospedale, non è un lavoro (scusate è un’espressione un po’ dura ma al momento non me ne vengono altre) degno di un uomo, a meno che non abbia qualche invalidità. Ho visto tanti uscieri giovani, sani, forti, magari diplomati o con una laurea nel cassetto, e mi sono detta molte volte cosa provano a vivere tutta la loro vita lavorando così. Chiedo scusa se urto qualcuno, ma vi sono delle figure lavorative che davvero sono deprimenti: per qualcuno può essere l’impiegatuccia grigia e insignificante, per altri il fognaiolo, per altri lo sguattero senza futuro. Per me, deprimenti sono gli uscieri di tribunali, ospedali, enti vari. E mi sono convinta che questi personaggi, nei quali ho riscontrato anch’io esattamente il comportamento da te descritto, fanno così perché hanno la loro unica, piccola occasione di rivalsa in quel lavoro insulso, ed esercitano per un attimo il loro unico e piccolo potere, divieti a tutti e concessioni per pochissimi scelti da loro, a loro discrezione. E le belle signore fanno leva su questo, un po’ come Maria Neve con quel custode di quel palazzo palermitano da cui si fece mostrare un salone interdetto al pubblico, sfoderando le sue arti consumate di amabile signora.

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  8. melchisedec ha detto:

    @Tutti
    Penso che sia una questione di natura umana: l’indegnità ho avuto modo di riscontrarla un po’ ovunque, a prescindere dal tipo di lavoro e professione. Anzi, proprio laddove meno te lo aspetti, essa è in agguato.

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