Un’ora sola di egoismo

 

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E poi giunge una mattina di febbraio e rivedo sul palcoscenico una delle mie creature* scolastiche recitare un testo di Camus. Seria nell’abito nero, impreziosito da una rosa rossa, concentrata nella parte, un’altra lei. Una dizione perfetta, un incedere elegante, una gestualità misurata ritmata da una voce potentemente mediterranea, che trascina nella sfera di un mondo fanciullescamente primordiale. Oggi ho pianto d’emozione, di gioia e d’orgoglio. Ma quant’è gratificante insegnare! 

*Non ho alcun diritto di definirla mia creatura, è soltanto un’espressione d’affetto e di stima. Dopo cinque anni di liceo non è il minimo che si possa dire?

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. dolcezze di mamma
    Feb 25, 2017 @ 20:36:38

    Certo che è una tua creatura! Anche l’insegnante” genera.

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  2. ornella
    Feb 26, 2017 @ 14:31:01

    Sono nostre “creature”in quanto a loro abbiamo dedicato cure e attenzione! Se poi ci hanno seguito ed ascoltato, e ne possiamo andare orgogliosi….

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  3. Ilaria
    Feb 26, 2017 @ 16:10:32

    “una voce potentemente mediterranea, che trascina nella sfera di un mondo fanciullescamente primordiale.”
    “Conoscendo” Camus, credo che avrebbe apprezzato anche lui. 😉
    La tua emozione commuove a distanza anche me, Mel…

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