“Capo montagna dei Capi”

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Quanto tempo sia trascorso dall’ultima visita al santuario di Gibilrossa non è dato sapere; ho cercato di pescare nel pozzo nero della memoria, ma nessun risultato. Riaffiora qualche ricordo fanciullesco, fatto di merende pomeridiane e di ori e argenti luccicanti(sicuramente di ex voto), ma null’altro. Da fonti orali, che si affidano comunque alla memoria dei vecchi, ho saputo che ci si recava al santuario in occasione della festa dell’Assunta, ossia il 15 agosto; il resto lo si può apprendere dal link posto sotto la prima immagine, che oggi è conservata in una delle sale di Palazzo Abatellis a Palermo. Il resto è anche decadenza, incuria e vandalismo. Privato del trittico, che ritrae Maria, Sant’ Agata e santa Barbara, l’eremo resta un luogo senza storia e memoria, un blocco di pietra senza identità. Una grata protegge l’altare e tre statue, ben tre statue, che ritraggono Maria, tra cui una dormitio. La mia è stata una visita veloce ed estemporanea; credo di avere apprezzato più il panorama che il sito, anzi ho provato un’immensa tristezza. Troppa desolazione. Di luoghi e di umanità.

4 pensieri su ““Capo montagna dei Capi”

  1. Si potrebbe tentare un paragone tra lo stato del Santuario di Gibilrossa e quello, assai triste a mio parere, della Chiesa Cattolica Universale.
    Sai che nella Diocesi di Venezia si pensa di cedere gli edifici sacri perché mancano fondi per mantenerli, sacerdoti per occuparli e soprattutto fedeli che partecipano alle Sacre Funzioni? Don Ettore Fornezza, parroco a Santa Maria Assunta di Torcello si è “ribellato” al Patriarca, affermando che continuerà a celebrare la Messa anche per un solo fedele…. ed è stato naturalmente aspramente criticato.
    Pare oramai che la Messa sia valida solo se supportata da una ampia comunità di fedeli. Io sono con don Ettore, il mio rapporto con l’Onnipotente non deve necessariamente passare attraverso la presenza e/o la conoscenza di altri … Ma forse , per carattere, sono tendente all’eremitaggio oppure chissà, alla clausura!!! ☺☺☺

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  2. Nel piccolo, il grande, Ornella. Condivido in pieno. Anziché cedere gli edifici sacri, costoro acquistino meno cellulari all’ultimo grido, facciano meno viaggi “spirituali” e si accontentino di automobili meno potenti. Così per citare alcune cosette.

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