Il dolce San Martino

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Ricevo e pubblico la foto del dolce di San Martino, che l’amica Ornella mi ha gentilmente inviato. Lo ha realizzato una sua familiare. Non conoscevo questa tradizione davvero speciale.

In rete si legge che in Veneto è una tradizione diffusa: “La tradizione risale a moltissimi anni fa e inizia con la fondazione della chiesa dedicata a San Martino nel 1540. La festa prevede che, l’11 novembre, i bambini girino per le calli di Venezia a fare un gran baccano “battendo sanmartin” ovvero dandoci dentro con pentole e campanacci. Il tutto agghindati da corone di carta variopinta in testa. A tavola, invece, la festa si anima grazie al biscotto di frolla con la forma del santo a cavallo a brandire una spada, ritraendo il celebre “episodio del mantello”.

8 pensieri su “Il dolce San Martino

  1. Mia sorella Annamaria è la pasticciera di casa. Dopo la preparazione dei San Martini per tutta la famiglia e amici più cari, a Natale si diverte a infornare, glassare e decorare i biscotti di pasta frolla lavorando di fantasia: tradizionale aromatizzata agli agrumi, al cacao, con aggiunta di nocciole….
    I biscotti confezionati in sacchetti di cellofan vanno ad arricchire i cestini natalizi con una nota personale e casalinga. Insomma lei si diverte così!!!

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  2. Nel nostro piccolo mondo della piccola città la tradizione è stata importata dalla Venexiana, ed è così che ne siamo venuti a conoscenza. Per ora i bambini sono piccoli, ma non è escluso che, tra qualche anno, ricostruiremo altrove anche l’altra parte della tradizione!

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  3. Carissima Murasaki, c’hai azzeccato!
    In verità credo che l’esempio di San Martino, ammesso che l’episodio sia vero, abbia molto da insegnare in questi nostri giorni. Voi certamente saprete che il mantello in dotazione ai cavalieri Romani non era una cosuccia da niente, ma in grandezza e consistenza forniva buon riparo anche diviso a metà. Ma da qui appunto viene la riflessione che anche la carità può, e forse deve, avere un limite. San Martino non si è totalmente spogliato del suo per aiutare il poverello, ma ciò nonostante il suo gesto è stato riconosciuto come generoso dal Signore, il quale, sempre secondo la leggenda, durante la notte glie restituì il mantello nella sua interezza.
    Carità, dunque, ma cum grano salis, mi verrebbe da dire. E non aggiungo altro. Chi vuole comprendere comprenderà.

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  4. @Dolcezze, è molto carina, si può realizzare.

    @Murasaki, è così, quella di ogni giorno, anche senza bandiere varie.

    @Povna, mi propongo di esportarla qui in Sicilia, pur senza nebbia e rigore invernale.

    @Ornella, nel donare occorrono misura e capacità di riconoscere il bisogno autentico da quello a scrocco.

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