Marianeve’s anatomy

Come me anche MariaNeve, non si sa per quale strana congiuntura astrale, ha vissuto le sue avventure ospedaliere, mostrando una forza fisica superiore alla mia, se si considera peraltro la sua tendenza a sottolineare i malanni di cui soffre. Su quella morale non esistono dubbi, così come sulla inesauribile energia, che la spinge a compiere le più faticose imprese.

Procediamo con ordine!

A fine maggio la madre di MariaNeve ha improvvisamente avuto un coccolone neuro-cardiaco di un certo rilievo, a cui in parte ho assistito dopo essere stato allertato da una sua telefonata, con la quale mi pregava di recarmi urgentemente dalla guardia medica per richiedere una visita domiciliare; tra l’altro la madre soffre da tempo di una patologia neurologica degenerativa, quindi non è facile avere da lei una risposta approssimativamente attendibile sui sintomi di uno qualsiasi stato di malessere.

Il medico di guardia in un fiat ha riconosciuto la gravità della situazione e altrettanto velocemente ha chiamato il 118; da qui è seguita una lunga degenza in ospedale della madre di MariaNeve e l’impegno di quest’ultima nell’assisterla amorevolmente. Per dovere ha pure allertato la sorella, residente ai piedi delle Alpi, che si è precipitata con un volo in Sicilia, ma la loro convivenza non è stata facile, sia per la tendenza naturale di MariaNeve alla litigiosità, sia per l’ottusità della germana, che vive in un mondo tutto suo di fantasie. Pertanto per circa quindici giorni le due si sono aggredite come felini, cogliendo ogni occasione per rinfacciarsi vecchi torti e rinfocolare rancori risalenti all’ infanzia. Questa esplosione di rabbia, dopo pochi giorni dall’arrivo dei rinforzi, ha spinto così MariaNeve, dopo essersi munita di materassino da ginnastica, a piazzarsi in ospedale 24/24 ore, per evitare di stare a casa e relazionarsi con la sorella e l’odiato cognato. I tre si incontravano soltanto durante l’ora delle visite in ospedale.

In compenso, e qui viene il bello, MariaNeve ha socializzato con le altre due compagne di ospedale della madre, con i loro parenti, con il personale tutto fino al primario del reparto. Ha preteso che il frate cappellano dell’ospedale somministrasse alla madre l’estrema unzione, torturato il personale delle pulizie sindacando sul loro operato, richiamato al loro dovere infermieri e inservienti, si è messa in contatto con i medici specialisti che seguono la madre, perché coordinassero le loro prescrizioni con quelle degli ospedalieri e, ciliegina sulla torta, ha venduto 70 biglietti per un sorteggio organizzato in chiesa per beneficenza.

Non so se provare orrore o invidia.

10 thoughts on “Marianeve’s anatomy

  1. Io decisamente invidia. La tua amica possiede la forza di un uragano e capacità organizzative/ di comando degne di un generale. O di un sergente maggiore… me li vedo i poveri operatori sanitari presi di mira. Non hanno avuto scelta, si sono dovuti adattare. Avranno salutato con sollievo la paziente al momento delle dimissioni e brindato augurandosi di non vedere più né madre, né figlia! 😁😁😁

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  2. Sapevatelo: nemmeno io, anzi, noi. Io e mia sorella siamo in crisi perenne. Malgrado ci siano di aiuto ( una notte alla settimana perché non possiamo pretendere di più, e si sono offerti loro spontaneamente) i giovani figli di mia sorella..
    Signore pietà…..

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  3. Ammirazione incondizionata, direi (soprattutto per i 70 biglietti della lotteria da aggiungere a tutto il carico), ma anche quel fondo di sgomento con cui si assiste al manifestarsi della potenza degli elementi.
    Aggiungo un certo rimpianto, perché penso alla splendida carriera (anche politica) che Maria Neve avrebbe potuto fare se sua madre nin avesse usato gran parte delle sue energie per bloccare quelle della figlia. O sbaglio di grosso e non ho capito niente del rapporto tra quelle due?

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    • Sai, non è facile, anche per me che le sono vicino, capire fino in fondo le responsabilità di ciascuna delle due. Sicuramente una parte considerevole di responsabilità è da imputare alla madre. Chissà!

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