Eruzione dicembrina

Il cielo, un vulcano con la bocca in giù, ha eruttato stamani queste meravigliose nuvole.
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B

Voglio ringraziare pubblicamente l’autore/autrice del blog Illuminationschool per l’opera certosina di ricerca, raccolta e ri-pubblicazione di pregevolissimi testi autorevoli(lacerti di saggi, interventi di studiosi, articoli culturali, etc…)che periodicamente vengono postati a uso e consumo dei lettori. Si tratta di un contributo nobile e generoso. Per chi insegna italiano al triennio e, come me, non ama particolarmente le prove proposte dalle guide didattiche, questo sito è uno scrigno prezioso di materiale utile alla strutturazione delle tracce da proporre agli studenti. Certamente è una fatica immane passare in rassegna i vari testi, leggerli e analizzarli, ma sicuramente ne vale la pena, poiché il risultato è sempre fruttuoso non solo per gli studenti, ma anche per gli insegnanti, che rischiano, se non curano l’auto-aggiornamento, di ossidarsi nelle granitiche conoscenze didattiche acquisite nel paleolitico del tempo che fu. Attualmente mi sto dedicando alla tipologia della prova B secondo le recenti indicazioni del Miur; rispetto al saggio, che spesso si risolveva in un copia-incolla da parte degli studenti delle tesi desunte dai vari documenti allegati, pare, invece, che questa prova possa garantire un minimo di originalità e scongiurare il pericolo che lo studente possa scaricare dalla rete l’elaborato per gran parte o interamente. Esistono, infatti, dei siti studenteschi ad hoc, dove è possibile rinvenire versioni dalle lingue antiche, esercizi dei vari libri di testo già svolti e temi; la nuova prova B, invece, prevede la comprensione e l’interpretazione di un unico testo e successivamente la composizione di un testo argomentativo, che chiama in causa l’apporto personale dello studente in relazione all’argomento trattato, quindi voglio augurarmi che ci sarà poco spazio per saccheggiare qua e là la rete e comporre delle copie sbiadite di ulteriori copie, prive di personalità e quasi tutte identiche. Voglio essere speranzoso.

“Dis-humanitas”

Voglio raccontare un episodio, che mi è capitato in rete, leggendo, di tanto in tanto, il blog di un professore, le cui riflessioni intorno alla scuola, pur talvolta generaliste e pessimistiche, hanno reso frequentemente meno sola la solitudine dei miei pensieri proprio in relazione allo stesso universo scolastico; così talvolta ho ritenuto opportuno chiosare con un commento qualche suo post di mio interesse, ma sono stato ricambiato, il più delle volte, o con il silenzio, nel senso che non ha risposto alla mia sollecitazione, o con un comportamento in qualche modo censurante, agevolato in ciò dalla moderazione attiva nel suo blog. Il collega, infatti, filtra i commenti e li approva soltanto se a lui congeniali; in caso contrario o non li pubblica o li confina come ultimi commenti, sebbene cronologicamente siano stati scritti prima di altri, in modo tale che, esaurita la discussione gestita secondo i suoi intendimenti, non trovino risposta e fluttuino nell’oblio. Di quest’ultimo meccanismo ho avuto conferma grazie al mio smartphone che, compatibile con l’app di WordPress, conteggia quante ore e minuti siano trascorsi da quando si è lasciato un commento ad un post. Facendo i conti, i conti non tornano. Dapprima ho pensato che tutto ciò fosse frutto della mia immaginazione, poi con il tempo ne ho avuto conferma. E sono rimasto interdetto non per la censura, ma per il semplice motivo che un professore di humanae litterae possa assumere tali comportamenti censorii anziché confrontarsi con l’interlocutore. La cultura classica, di cui egli si fa convinto vas electionis, ci insegna proprio l’apertura dialogica verso l’altro, proprio grazie agli strumenti della parola e del dialogo; tra l’altro nei commenti non ho mai scritto nulla di offensivo o volgare. Non è nel mio stile offendere. Rivolgendomi a lui, ho addirittura usato il Lei anziché il tu proprio per adeguarmi all’atmosfera del suo blog. Posso ipotizzare, per spiegare tale acidume nei miei confronti, ad una sorta di antipatia virtuale, che costui ha dissimulato non proprio con grazia e nemmeno ha manifestato con franchezza, se è vero che non ha mai lasciato uno straccio di commento ai miei post, ma ha inserito il mio sito nel suo blogroll, probabilmente per non dispiacermi o per ricambiare a suo modo le mie visite. Un comportamento, insomma, contraddittorio e ambiguo che, in fondo, potrebbe far intravedere uno spiraglio di verità, infatti tal professore in alcuni post ha spesso lamentato di essere stato bannato da alcuni social o censurato per essersi opposto al pensiero unico e massificante.

Chissà, magari la sua è una reazione risarcitoria!

E umanamente perciò comprendiamo, ma non ci inchiniamo.

Avvento 2018

Ecco la corona d’avvento per il 2018: quest’anno ho scelto delle lampade di vetro con cera liquida colorata. Al solito tre viola, una rosa per la domenica denominata Gaudete. Non resta che augurare buon Avvento. A ciascuno il suo, s’intende.