Le messi

Il ritmo serrato che ha preso la mia vita privata e familiare mi tiene sempre più lontano dal blog; non posso, invece, imputare nulla al mio lavoro scolastico, che procede liscio verso la conclusione dell’anno, che sin dall’inizio pare abbia attivato il turbo: sto correggendo gli ultimissimi compiti e la parte burocratica(relazioni, programmi svolti, schede di valutazione, prospetto di voti)sta già per approdare sullo straordinario lido dello scrutinio on line. Delle tre classi soltanto una mi fa tribolare(funeree croci campeggiano sul prospetto), ma già averne due che funzionano è un miracolo. I maturandi, una classe di ragazzi educatissimi e attenti, mai fuori dalle righe, costruttivi e tenaci, si apprestano a sostenere gli esami e immagino che faranno bene, nonostante il polverone sollevato da molti sul l’ennesimo, apparente ritocco degli esami di stato. Già molti hanno superato i test universitari, quindi si può arguire facilmente da ciò con quale spirito possano affrontare le prove. Sono abbastanza sereni e già proiettati verso altri universi. Anche i pre-maturandi formano un bel concentrato umano di impegno e zelo, ma a causa dei loro infiniti impegni extra-scolastici non sempre rispettano la tabella di marcia delle verifiche e perciò, talvolta, devono subire le mie ramanzine da padre predicatore. Da quando la scuola è diventata serbatoio di clienti, cui attinge il business della formazione infra ed extra-scolastica con la tacita benedizione del Miur, gli studenti sono letteralmente dilaniati da un avidissimo branco di lupi voraci, che se ne contendono le carni. D’altra parte anche la colleganza li spinge in tal direzione, quindi non si può imputare più di tanto ai ragazzi, che spesso risultano essere vittime inconsapevoli di questo commercio delle intelligenze.

Noi antichi, serafici in ardore, si continua a fare il nostro dovere in classe e per la classe.