Io no

Tempo di cene scolastiche, e non solo in realtà: in tutti gli ambiti una cena è sempre conclusiva di qualcosa, un segno che celebra la conclusione di un evento. Le pizzerie, buon per loro, traboccano di studenti e insegnanti appartenenti a tutti gli ordini di scuola.

Già la scorsa settimana, e mi riferisco a un lunedì sera, era difficile trovare dei coperti per semplici e improvvisati avventori; quella sera si era deciso in famiglia di optare per una pizza anziché per la cena a casa, stanti gli impegni gravosi della giornata che non avevano consentito di provvedere ad organizzare un minimo di desco serale. E poi, alleata fedele degli impegni, si era aggiunta la stanchezza a renderci tutti delle formette di burro a 250 gradi. A stento si riuscì a trovare un tavolo libero: una tempesta di cavallette umane friniva in ogni angolo della sala e, ammesso che si fosse liberato un tavolo, si sarebbe dovuto subire un vociare, misto a crasse risate, da sarabanda infernale. Ci salvò dal tritacarne il gestore del locale, che ci fece accomodare in una saletta interna, dove con sorpresa trovammo altri poveri audiolesi messi a riparo dal benefattore. Ma la sorpresa più grande fu di trovare accoccolate ad un tavolo vicino al mio cinque cinguettanti genitrici che, abbandonato il consorte a casa, consumarono una pizza in attesa che i figlioletti terminassero i bagordi di fine anno. Il loro pasto fu inframmezzato dalle visite delle maestre che, a turno, rendevano omaggio di salamelecchi alle mammine. Rimasi con l’orecchio teso ad ascoltare le loro chiacchiere, divertito e incuriosito.

L’invasione di studenti e colleghi nei vari posti mangerecci, credo, si prolungherà anche per tutta la settimana in corso. Dal canto mio quest’anno ho detto no a tutti, sia ai maturandi che ai colleghi; ai primi perché non tutti hanno valorizzato il percorso quinquennale(assenze strategiche, impreparazione, delazione ammantata di democrazia…), agli esimiii perché non hanno rispetto per il lavoro collegiale e individuale. Una cena non può cancellare la mia quasi totale disistima.

E qui mi fermo.