Il 🌶

S’imporpora rubicondo il peperoncino che mio padre con tante cure ha coltivato qualche mese fa nel suo orto da appartamento; da quando la sua capacità di movimento si è ridotta ai minimi termini, ha convertito una delle terrazze in giardino “urbano”, piantando su vasi le tipiche erbe da cucina, tra cui primeggia il basilico, e quest’anno anche il peperoncino. In tal modo, come è uso ormai nelle metropoli mangia-ossigeno, il vegliardo ottiene due scopi: non mancano mai le erbe, infatti fino a dicembre sopravvive qualche fogliolina di basilico, e purifica l’aria dalle sozzure inquinanti, che non mancano anche in un piccolo centro. Poiché da vecchi si diventa altamente fantasiosi, quando le forze lo sostengono, sposta i vasi laddove batte il sole, ritenendo in tal modo di affrettare la maturazione dei frutti. Lui, padre di esperienza agricola, si convince che sia così e nessuno lo distoglie da questa fantasticheria. Le fatiche di Pale le svolge seduto e sposta la sedia per l’occorrenza in lungo e in largo sulla base delle necessità agricole. Ieri, al tramonto, mentre l’afa allentava ormai la sua morsa, ho fotografato il peperoncino in maturazione e il mio pensiero è corso ai morti di Corinaldo e a un triste episodio avvenuto nella mia scuola circa tre anni fa, prontamente insabbiato dalle crocerossine dell’educazione. Un inutile spilungone si è portato in classe uno spray al peperoncino e, pur sapendo che una delle compagne soffriva di bronchite asmatica, ha ritenuto opportuno infestare l’aria durante il cambio dell’ora; in realtà non si è mai riusciti ad appurare se l’attentato sia avvenuto al cambio o in presenza di un’insegnante non proprio sveglia. Il tutto si è concluso con una bella corsa del 118 e la convocazione dei genitori dello stupidotto malvagio, ma non è stato preso alcun provvedimento, perché immediatamente si son trovate le pezze giustificative per l’occasione. Nessun altro episodio del genere si è più verificato per fortuna, ma mi duole ipotizzare che a scuola possa succedere che uno impari a spruzzare del gas al peperoncino o a far rotolare giù dalle scale un cassonetto della spazzatura o uno zaino.

E ancora più doloroso che si sperimenti sin dall’adolescenza l’impunità.

8 pensieri su “Il 🌶

  1. Spesso fantastico su come sarebbe bello poter trasformare la mia assolata terrazza in un giardino di erbe aromatiche, sperimentazione più volte fallita: il sole è impietoso, da maggio a ottobre spesso rovente, l’umidità tipica delle mie parti fa il resto e le povere piantine languono, si ammalano e vengono eliminate come opera di misericordia. Grande ammirazione per il tuo anziano genitore, dunque, per la sua costanza e assiduità nella cura di queste piantine profumate e utilissime.
    Il fatto narrato nella seconda parte del tuo post non può che suscitare rabbia e disgusto. Così si cresce una generazione di irresponsabili incoscienti….. non ci sono parole adeguate per quelle che tu definisci in modo eccelso “le crocerossine della misericordia”. Costoro credono magari di aver agito bene, mentre hanno commesso la peggiore delle ingiustizie.

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  2. Il basilico a Genova è ovunque e ti assicuro che il suo profumo è ineguagliabile. Il tuo papà è ammirevole e questo amore per le piante aromatiche, nonostante l’età, m’invade di tenerezza.
    Spruzzare il peperoncino è diventato un gesto quasi “normale” e sta provocando anche le sue vittime. I ragazzi che si comportano in questo modo barbaro andrebbero puniti severamente e gli obbligherei anche a svolgere un servizio civile.

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    • Non capisco (anche se non mi meraviglio ormai più di nulla) come un gesto del genere possa essere rimasto impunito. Una giusta sanzione ci vuole per salvare tali soggetti dalla loro stessa stupidità, perché è spesso la stupidità, poiché irrazionale, a fare più danno di una cattiveria pensata e calcolata.
      Complimenti al papà giardiniere!

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