“Sbarazzu”

Félix Valloton, Pont sur le Béal

Soltanto a pochi giorni dall’inizio delle lezioni che quest’anno, come già lo scorso, cominceranno il 12 settembre, si è concluso il tira e molla delle cattedre, il cui autore, dopo averle criptate per giorni come se si trattasse di una password per home banking, le ha squadernate pubblicamente in sede collegiale. Personalmente avevo ben poco da temere grazie alla santa e benedetta continuità, ma restavano in bilico alcune ore che, dopo appello ai numi tutelari della graduatoria d’istituto, si son epifanizzate in forma di latinorum, il che, in una prima classe, non mi spiace. Ma una prima è sempre una prima e, se si considera il processo di ospedalizzazione coatta che è stato imposto alla scuola italiana(pare, infatti, che le nuove generazioni, a parte le loro croci familiari e personali, vivano angosciosamente l’ingresso nella scuola superiore e necessitino di cure e attenzioni specifiche), non c’è tanto da starsene allegri. Fa ridere, invece, la ricerca ossessiva da parte dei colleghi di quei libri di testo, che in gran quantità giacciono come copie -saggio nelle retrovie delle biblioteche personali, da destinare a figli, nipoti, cugini, pronipoti, zie, nonni e trisavoli; prova ne è la messaggeria della chat di whatsapp, che abbonda di foto e pdf con tanto di titoli e case editrici. A meno che io non li abbia adottati, ne sono assai prodigo, perché non solo non m’interessano, ma ho pure la possibilità di liberarmene prontamente. In tal senso settembre è per me un mese di sbarazzu*: via i libri scolastici che non userò, i file che mai più utilizzerò, le fotocopie in eccesso di tanti documenti diventati improvvisamente anacronistici(vedi i saggi per lo scritto d’italiano), via il caldo indiano asfittico da Passaggio in India e soprattutto il condizionatore! Settembre 2019, infatti, si apre sotto gli auspici di una pioggia benefica e finora non troppo violenta per fortuna. Proprio mentre scrivo, il rombo dei tuoni si fa sempre più tenue e le stoppie abbrustolite dall’afa estiva biancicano sotto i raggi settembrini per la recente pioggia. Per i primi giorni di scuola saranno così preservate le ghiandole sudoripare di tutti e nelle aule si potrà soggiornare, grazie anche all’orario ridotto, freschi e pimpanti.

*Sbarazzu è un sostantivo che indica in siciliano l’azione dello sbarazzarsi di qualcosa di ingombrante. Non credo che in italiano sia attestato come sostantivo.