gretine e gretini

i gretini sì, anche i miei studenti domani si mobiliteranno in versione gretina. I maggiorenni, in linea con l’auspicio ministeriale, si sono limitati a comunicarmelo, i virgulti, invece, hanno mostrato qualche faccia indecisa e un dolcissimo imberbe mi ha anche invitato ad esprimere il mio parere. Ma, com’è mio costume, soprattutto quando si tratta di adolescenti appena sbarcati dalla scuola media, mi sono limitato a leggere la circolare e il sunto della delibera collegiale. Poi ho semplificato per amore di chiarezza. Chi vorrà partecipare dovrà accodarsi al gruppo di tutti gli studenti, che hanno formalmente espresso di partecipare alla manifestazione. I rappresentanti d’istituto registreranno i presenti alla manifestazione, onde evitare che l’iniziativa si trasformi in un giorno di vacanza. Noi(prof), invece, saremo a scuola in servizio, pronti ad accogliere quei dissidenti, che non vorranno aggretinarsi, preferendo al corteo domina dominae, potenze, equazioni e ominazione…Qualche collega coraggioso porterà con sé alla manifestazione, sotto la propria responsabilità, intere scolaresche. Sono scelte e meritano il massimo rispetto. Il valore supremo resta sempre la libertà.

7 pensieri su “gretine e gretini

  1. Beh, il tema esiste e fa parte della famosa Educazione Civica che ogni tanto spunta carsicamente nelle delibere del Ministero. Alle medie qualche coraggioso professore porta le classi alla manifestazione, già dalla primavera scorsa. Non da noi a St. Mary Mead, dove ci limitiamo per adesso a cartelloni, letture e discussioni in classe. Comunque nessuno impedisce ai genitori di portarceli., visto che alla fine è un tema davvero trasversale!

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  2. Non so, non credo molto a queste cose. Che molti giovani abbiano sviluppato, grazie a Greta, una coscienza ambientalista, è probabile; che gli studenti facciano carte false pur di perdere un giorno di scuola, è una certezza.

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  3. Una buona percentuale ha aderito credendo nella manifestazione; certo è anche vero, Gipsy, che la mamma dei cretini è sempre incinta, come si suol dire, e perciò qualcuno ne ha approfittato per godersi una vacanza giustificata.
    Aggiungo inoltre un’altra riflessione.
    Di tutta questa storia è vergognosa la strumentalizzazione che è stata operata della nota ministeriale, come se il Ministro fosse un fuorilegge, che autorizza un giorno di vacanza. In detta nota si invitato studenti e famiglie a dichiarare nella giustificazione la reale motivazione dell’assenza e i collegi a non computare tale l’assenza ai fini della validazione dell’anno scolastico. È stato detto di tutto di più. Si può non concordare con la scelta ministeriale, ma un po’ di onestà è richiesta anche da parte di chi fa informazione.

    “Al riguardo, in previsione dell’ampia adesione degli studenti italiani alle iniziative locali, alle quali molto spesso le istituzioni scolastiche e le associazioni studentesche hanno fornito il proprio supporto organizzativo, l’onorevole Ministro esprime l’auspicio che le scuole, nella propria autonomia, possano considerare l’assenza degli studenti per la giornata del 27 p.v. motivata dalla partecipazione alla manifestazione, utilizzando le ordinarie modalità di giustificazione delle assenze adottate dalle stesse scuole.
    Si invitano, inoltre, i Collegi dei docenti a valutare la possibilità che tale giornata non incida sul numero massimo delle assenze consentite dal monte ore personalizzato degli studenti, stante il valore civico che la partecipazione riveste”.

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