Il silenzio, la vita

Sono ancora vivo e vegeto e mentirei, se dicessi di non avere avuto il tempo di aggiornare il blog. È pur vero che, tutte le volte in cui mi sono messo a scrivere, è subentrata un’incombenza improvvisa e ho dovuto mollare la tastiera, salvando tuttavia sul buon WordPress la bozza che, ripresa qualche giorno dopo, non meritava più la mia attenzione e perciò finiva automaticamente nel cestino. Da qui il silenzio eremitico del mio blog, che si somma a quello di tanti altri, che fluttuano nell’indistinto della grande rete. Poca scrittura, ma tanto studio a capofitto sia per il mio piacere personale che per i miei studenti(peggio per loro!). Le ore più produttive per lo studio restano per me quelle mattutine. Lo stesso vale per i compiti da correggere. Il silenzio del mattino mi permette di vedere la realtà in modo distinto, gli impulsi soggettivi delle passioni tacciono, il tempo rallenta la sua corsa. A scuola, come sempre, l’esperienza più esaltante e motivante si realizza esclusivamente nella relazione educativa con gli studenti, mentre il resto è fuffa da imbrattafile. Nonostante i tentativi politici di ospedalizzare gli studenti, ormai ridotti ad acronimi clinici, malgrado le derive del renzismo, che ulteriori piaghe ha aggiunto al corpo malato della scuola italiana, per quanto sia fonte di amarezza vedere tanti colleghi che hanno abdicato al loro ruolo di educatori, tuttavia resta sempre un’esperienza di rigenerazione umana e spirituale entrare in aula e dialogare con gli studenti. Quale altra professione, se non l’insegnamento, ti costringe a restare sempre giovane? È il lifting migliore.