Senza cuore

Il professore senza cuore: probabilmente è questa l’idea che si son fatti molti(alunni, genitori, colleghi, dirigenza…)per il fatto che ho abbandonato i maturandi proprio nel momento in cui stavano per raggiungere il traguardo degli esami di Stato. E sicuramente qualche malpensante ci avrà ricamato pure sopra, insinuando che la mia non partecipazione agli esami sia stata dettata da ragioni di preservazione personale da eventuale contagio da Covid. Si sa che negli ambienti scolastici nostrani è uso favoleggiare su tutto e tutti, amplificando e distorcendo i fatti. A smentire ciò fa fede la mia richiesta di avvalermi della facoltà di non partecipare agli esami per motivi di assistenza ad un familiare già dai primi di febbraio, appena dopo la pubblicazione della prima ordinanza, ma chiaramente non tutti possono avere accesso a questa fonte e i curiosi e gli stupiti devono accontentarsi delle mie dichiarazioni. La mia scelta, lungi dal preservare me, è stata invece dettata dalla volontà di non nuocere ai lavori delle commissioni(che si aggrovigliano nelle scuole come liane)e ai ragazzi stessi, che avrebbero corso il rischio di assistere alla defezione improvvisa del loro insegnante nel bel mezzo degli esami, perché richiamato da doveri urgenti. Tra l’altro anch’io non sarei stato del tutto sereno nello svolgimento del mio servizio. Così razionalità e buon senso cuorehanno prevalso su ogni altra ragione, non ultima quella del sentimentalismo protettivo, che caratterizza in genere gli italici insegnanti, che si sentono chiamati a rimediare al vuoto affettivo(e non solo)di certi nostri alunni, a causa di mamme e babbi impegnati altrove a perorare la causa della loro vita, attraverso regalie di punti in più assegnati alle loro prestazioni. Di anno in anno si rafforza sempre più la convinzione che la scuola sia diventata un numerificio mercificante, cosa assai disdicevole. Non sono scelte facili, ma sicuramente coerenti rispetto ai valori che in cinque anni uno ha tentato di fare intravedere attraverso le lezioni scolastiche. Ciò che conta è averli condotti al traguardo. Ora è arrivato il momento che si avviino da soli, senza ali protettive o facilitazioni a vario titolo.

4 pensieri su “Senza cuore

  1. Io invece credo di essere considerata la maestra senza cuore, dato che abbandonai ben due classi alla fine della quarta elementare. La prima a Sambruson, per avvicinarmi alle scuole del capoluogo Dolo. E mal me ne incolse, chè per cinque anni persi la possibilità di avere una classe, dovetti adattarmi a svolgere attività integrative, insegnare inglese… e alla fine persi la sede per la contrazione dei posti. Poiché al tempo non si faceva la graduatoria di Circolo, ma scuola per scuola. Così iniziò la mia migrazione nel Comune di Venezia, tra alterne vicende, per arrivare infine a Spinea. E qui, dopo nove anni, decisi per il pensionamento, lasciando un’altra quarta al suo destino….. ma guai se non l’avessi fatto. Tra lavoro e assistenza all’anziano genitore sarebbe stato un doppio calvario.
    Il nostro è un lavoro, da svolgere con serietà , impegno, dedizione…. ma dobbiamo del rispetto alla nostra integrità e alla salvezza della nostra anima. I genitori e i colleghi intelligenti lo sanno e lo capiscono. Gli altri rugnino pure. Toccasse a loro, che farebbero???

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  2. Anch’io l’ho fatto…abbandonare una classe, ma per incompatibilità di caratteri. In questo sono molto determinato. O con me o contro di me. Gli attestati di stima arrivano a prescindere da certe scelte.

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  3. Ma stiamo parlando di abbandonare una classe per problemi familiari o logistici, o per incompatibilità con la classe? Secondo me abbiamo piena ragione in entrambi i casi. Nel primo, perché siamo lavoratori e non missionari (come qualcuno continua a sostenere…), e le nostre esigenze familiari e lavorative stanno al primo posto: gli alunni non subiranno certo un trauma a cambiare insegnante.
    Nel secondo caso, mi è capitato con due classi in anni recenti, e persone a me vicine mi hanno criticata, dicendo che è da considerarsi una sconfitta. Non lo credo assolutamente. Dopo aver fatto tutto il possibile e anche di più, trovare studenti che non ti stimano, che non ti danno credibilità, che ti deridono velatamente e tu non ti sai spiegare perché, e in più, i genitori che TI accusano e LI difendono se tu ti azzardi a prendere qualche provvedimento…be’, in questi casi mandarli al diavolo e andarsene è un dovere verso se stessi. E liberandoli dalla tua presenza, gli fai pure un favore.

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    • Mi è capitato soltanto due volte, per l’una e per l’altra ragione. Riconosco che nel caso della incompatibilità con la classe una parte di responsabilità è stata anche mia. Diciamo che da educatore ho fatto pochino per smussare le asperità; eppure alcuni di questa classe mi hanno ringraziato prima di sostenere gli esami di stato. Quindi non tutto è stato perduto. 😊

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