Il secondo primo settembre

e70353c8c755da78f47787eb69b362a2Mi ritaglio, stamani, uno scampolo di tempo da dedicare al blog, che da tempo, circa un mese, non viene aggiornato; da appena tre giorni sono rientrato fisicamente a scuola con lezioni in presenza, ma circa il 90% degli alunni delle mie classi, insieme al resto della scuola, ha messo in opera una forma di protesta silenziosa contro la situazione dei trasporti, che si riverbera chiaramente sulla frequenza. Gli studenti sostengono che le aziende dei trasporti pubblici non abbiano messo in campo le dovute cautele perché si possa viaggiare e spostarsi in sicurezza, quindi, dopo una richiesta di intervento indirizzata alla scuola, che non ha trovato accoglimento, perché secondo i dati forniti dalle stesse si è proceduto ad un potenziamento delle corse, hanno deciso di ammutinarsi; soltanto una classe delle mie è entrata per intero i primi due giorni, mentre oggi anche questa ha fatto pesare la sua assenza. Il risultato è che sono rimasto ore a scuola o con 2 alunni, ai quali ho fatto regolarmente lezione, o rinchiuso in un’aula vuota, in compagnia del mio portatile, aromatizzata dal profumo dei disinfettanti, che il personale adopera~dicono~per la sanificazione. Devo ammettere di aver trovato gli spazi della scuola molto più puliti di quanto li ho frequentati per l’ultima volta a fine ottobre prima della reclusione ennesima nel periodo natalizio. Certamente mi ha impressionato la sproporzione tra gli spazi immensi della scuola e il popolamento degli studenti, che è abbastanza rado; regna nelle ore di lezione, più del solito, un silenzio religioso interrotto o dalla campanella del cambio d’ora o dai saluti dei colleghi e dei bidelli. Nessuno dei ragazzi vaga nei corridoi alla ricerca di una merendina da acquistare al distributore automatico(sono stati eliminati tutti)o del bagno o di un professore con cui parlare. Tutto all’insegna del silenzio e dell’ordine. Non so sinceramente cosa sia preferibile, se la “caciara” generalizzata o il vuoto di una spelonca disabitata. Sta di fatto che ho potuto serenamente correggere i compiti on line degli studenti e dare uno sguardo ai loro libri di testo per le prossime lezioni; questo interregno pandemico ha infatti segnato una novità nell’uso degli strumenti didattici: ho fatto fuori il cartaceo e grazie alle case editrici ho scaricato i testi adottati sul desktop del portatile. Con click apro il testo e lo sfoglio, posso ingrandire a mio piacimento la pagina, scrivervi o sottolineare, condividere e arricchire la lezione con materiali integrativi. Soltanto a casa continuerò a usare i libri di carta, ma a scuola andrò leggero leggero con il portatile e una penna, che di fatto potrebbe non servire a nulla.

6 pensieri su “Il secondo primo settembre

  1. Uno scenario da fantascienza….. in cui si inserisce a meraviglia l’uso del portatile contenente tutti i libri di testo. Verranno giorni in cui si parlerà dei “progressi” compiuti dalla didattica grazie all’emergenza Covid.

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  2. La caciara dei ragazzi quando è moderata mi rende allegra. Il silenzio non è solo nelle aule scolastiche, ma qui nel paesello di Granarolo i ragazzi non giocano più nelle Crêuze de mä e il loro chiacchiericcio mi manca tanto.

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