Impressioni “politiche”

Contrariamente a quanto sbandierato da molti, il governo in carica è più politico di quanto si possa immaginare, non nel senso becero che ha assunto in questi anni, ma in quello autentico di amministrazione della cosa pubblica. L’ottica, o la visione, come millantato da Mr Bean italiondo, non potrà che essere economicistica e produttiva, legittimata dalla finta e compiacente unità politica e dalla guerra sanitaria, centro di ogni narrazione pubblica. Piaccia o non piaccia, al premier e ai suoi fedelissimi tecnici toccherà il compito di rivoltare il calzino Italia, realizzando riforme impopolari per i singoli e le logge italiche, ma utili per il bene del Paese, o meglio per la loro idea del Paese. Anche i precedenti governi avrebbero potuto farlo, ma si sarebbero inimicati gli elettori…e perdere le poltrone costa. Noi docenti siamo in prima fila(mirino)e, se fino a qualche settimana fa potevamo anche ridere dei banchetti volanti e dei rossetti ammiccanti, avremo in futuro ben poco di cui “goliardeggiare”. Chi avrebbe il coraggio di opporre argomenti validi ad un’auctoritas riconosciuta a livello mondiale?

Intanto stiamo a guardare e ad ascoltare con i padiglioni auricolari ben ritti, anche se per gli stercorari dell’informazione sarà un problema abituarsi ad uno scenario di narrazione, che non ha più dietro la regia del Grande Fratello e le dirette Facebook.

7 pensieri su “Impressioni “politiche”

  1. Si spera che non vedremo altri bonus per l’acquisto di monopattini, o altre forniture di banchi di plastica con le rotelle. Almeno questo.
    Per tutto il resto non nutro molta fiducia. La Meloni sarà becera, ma la sua domanda : come possono salvare l’Italia coloro che l’hanno portata fin qua al disastro, secondo me ha un suo fondamento. Il governo di Draghi ha mantenuto parecchie persone al loro posto… e ciò non mi piace.

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  2. Sulla scuola hanno sempre tutti molto da dire, senza però ricordare che è stata per i ragazzi il baluardo contro la il nulla generato dalla pandemia. Io sono curiosa quando sento parlare di “recuperare “il tempo perso. Ma quale tempo perso? Le scuole sono state chiuse il 4 marzo e io ( e molti di noi) il 6 facevo videolezioni. Per non parlare di pomeriggi e notti passati a programmare (e della mia cervicale andata in pappa) per l’uso continuo del pc

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  3. Ecco, io partirei da una pretesa minima: l’anno scorso le regole per gli esami arrivarono qualcosa tipo il 20 Maggio, e per le medie dovettero fare dei chiarimenti perché non si capiva nemmeno se detto esame dovesse essere fatto entro la fine dell’anno scolastico o dopo (dovette intervenire non so quale ente per spiegare che c’era una legge in proposito). Dire che i ragazzi furono costretti a improvvisare non rende nemmeno l’idea.

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    • Ricordo che anche per la maturità fu un fiorire di chiarimenti e note esplicative. C’è anche da aggiungere la proverbiale tendenza di noi insegnanti a costruire teoremi sul nulla e a sperare in interventi chiarificatori…

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