afFIORamenti

Oggi è stata una giornata di fiori: poetici e reali. Con i liceali del primo anno si è discusso di violette di febbraio come simbolo del desiderio, sempre ardente, di giovinezza da parte degli uomini e finalmente anche le fresie, quelle reali, sono sbocciate pur con ragguardevole ritardo, se si considera che la terra sicula è prodiga di fiori finanche a gennaio; probabilmente sul ritardo ha influito la sistemazione dei vasi in posizione non eccessivamente soleggiata e la poca profondità degli stessi, infatti gli steli sono cresciuti in maniera gigantesca allettandosi impietosamente. Ricordo di avere piantato bulbi di vari colori, ma attualmente predomina il bianco delle corolle appena orlate di un impercettibile lillà. Attendo intanto la fioritura degli altri boccioli, sperando mi riservino colori più vivaci. Il prossimo anno mi organizzerò diversamente, confinando i vasi in un luogo lontano dai miei occhi, in modo tale che lo strazio dell’attesa sia compensato dall’improvvisa scoperta della fioritura. In ogni caso è sempre fonte di gioia vedere nascere da un umile fusto verde, anche mal ridotto, un fiore così delicato; è allo stesso tempo una prova di resistenza a questa parentesi di solitudine e isolamento, un attrito di delicatezza alla generale volgarità dilagante a tutti i livelli. Con l’occhio rivolto a domani inneggio anche alla Terra, pur consapevole che un delicato fiore bianco nulla possa contro per esempio le isole di plastica che lucide fluttuano tra le acque degli oceani.