Moto rettilineo uniforme

Riemergo dopo più di un mese per aggiornare il blog; la spinta me l’ha data Angela Lamaratoneta che in un commento mi chiede molto caramente come io stia, sebbene già da qualche giorno meditassi di scrivere qualcosa. Io sto bene fisicamente parlando, ma come ho avuto modo di dire in altre occasioni la mia vita familiare condiziona pesantemente le scelte del mio tempo libero, ridotto ormai a brevissime soste utili alla ricomposizione di me stesso. Le uniche occasioni di socialità restano i miei alunni e in genere la scuola, che per fortuna da qualche mese ha ripreso le sue attività quasi interamente in presenza, qualche conversazione telefonica con gli amici e l’onnipresente, immarcescibile, sempreverde Marianeve, e poi la gente comune che incontro in farmacia, negli ospedali o nei supermercati, i luoghi da me più frequentati. Reclusione pandemica e familiare si sono insomma indissolubilmente intrecciate, stritolandomi in un abbraccio che protegge e consola, culla e soffoca, stritola e respinge. Un limbo socio-affettivo che si è riverberato negativamente anche sul blog e sulla scrittura, che ho destinato esclusivamente al mio lavoro di insegnante. Per ora va così e non so per quanto tempo… Anche la lettura dei miei blog preferiti si è rarefatta e allo stesso modo la forza di commentarli. Spero che la conclusione dell’anno scolastico coincida anche con la fine di un ciclo di vita non proprio “felix” e dia una scossa a questo infinito, monotono e monocorde rettilineo. Il rischio, infatti, è di addormentarsi e malamente carambolare.